COVID

Spunta la "tassa Covid" nei negozi: da 2 a 4 euro in più per ogni prestazione, scattano le denunce

Sabato 23 Maggio 2020
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Spunta la
Meglio la "tassa Covid", che comunque non esiste, segnalata con trasparenza sullo scontrino oppure un aumento a sorpresa  della prestazione, diciamo un taglio di capelli? 
Fatto sta che fioccano sovrapprezzi che colpiscono i clienti. Le segnalazioni non si contano: i consumatori sottolineano rincari e voci di spesa originali applicati dagli esercenti. Si va da 2 a 4 euro, rubricato, nel caso sia indicato nello scontrino come "contributo Covid". 

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E' vero che gli esercenti sono tenuti a seguire le linee guida del governo che impongono costosi interventi, a cominciare dalla sanificazione dei locali e degli strumenti lavoro, e che inoltre il sistema obbligatorio delle prenotazioni farà perdere alcuni clienti, ma è anche vero che la Tassa Covid non è prevista e non è  accettabile anche quando è dichiarata e applicata, magari al 22 per cento, come se fosse una seconda Iva.   





Denunce sono già state inoltrate, seguiranno i controlli di Guardia di Finanza e vigili urbani.




Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA