Stefano Ansaldi, chi era il ginecologo ucciso a Milano: ha aiutato moltissime donne a diventare mamme

Stefano Ansaldi, chi era il ginecologo ucciso a Milano: ha aiutato moltissime donne a diventare mamme
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Domenica 20 Dicembre 2020, 19:07

Stefano Ansaldi, il ginecologo ucciso ieri sera a Milano, in via Macchi, non solo era un grande medico ma anche un «grande uomo». È così che le sue pazienti ricordano 'il professorè, un professionista stimato, amato, una persona «umana e buona come poche ce ne sono» che «amava il suo mestiere e le sue pazienti». Ansaldi è stato sgozzato brutalmente ieri sera in via Macchi, poco distante dalla stazione Centrale, tra i principali snodi ferroviari meneghino, in una serata affollatissima in centro per via della corsa allo shopping natalizio. Ansaldi aveva 65 anni, era nato a Benevento e viveva a Napoli dove lavorava come ginecologo presso uno studio privato. Nei primi anni Ottanta aveva conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia alla Seconda Università di Napoli ed era molto stimato e benvoluto come ginecologo. Tra le sue pazienti sono tantissime quelle che ricordano come il dottore le abbia aiutate a risolvere dei problemi con la gravidanza, dando sempre loro conforto con professionalità e gentilezza: «Sono stata 3 anni su quello studio per curarmi e per la gravidanza ma non mi ha fatto mai pesare un singolo minuto di tutto quello che ho passato . scrive un'utente su Facebook -. Era un grande io dicevo sempre dottore siete il 'miò angelo... Lo adoravo».

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Un'altra paziente è incredula mentre spiega come Ansaldi fosse «unico» sia dal lato professionale che dal lato umano, perché, «dopo tre anni di crisi, grazie a lui ho avuto la fortuna e la gioia di diventare mamma per ben due volte, quando invece tutti gli altri medici mi avevano detto solo baggianate». Stando a una prima ricostruzione dei carabinieri, che indagano sulla vicenda, Ansaldi stava camminando in via Mauro Macchi, angolo via Scarlatti, quando è stato accoltellato alla gola. Gli uomini del nucleo radiomobile e compagnia Duomo lo hanno trovato agonizzante a terra, riverso in una pozza di sangue. Inutili i soccorsi: il medico è morto poco dopo l'arrivo dell'ambulanza e dell'automedica. La vicenda ha scosso l'intera città, con il sindaco Giuseppe Sala che ha chiesto al prefetto «un incontro per valutare la situazione e prendere le decisioni necessarie per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine» e il governatore lombardo, Attilio Fontana, che ha stigmatizzato l'omicidio come una fatto «inaccettabile», esprimendo forte preoccupazione. Intanto, sulla dinamica dell'omicidio e sui responsabili stanno indagando i carabinieri: tra le piste seguite dagli inquirenti resta in campo quella della rapina finita male ma nessuna ipotesi può essere al momento esclusa. 

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