Sassari, bimba di cinque giorni muore di stenti: si indaga sulla mamma e tre familiari

Trovati in casa stracci sporchi di sangue: il corpicino della bimba era nel letto tra due cuscini

Sassari, bimba di cinque giorni muore di stenti: si indaga sulla mamma e tre familiari
di Umberto Aime
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Domenica 19 Giugno 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 08:24

Le lenzuola macchiate di sangue, poi, nascosto fra due cuscini, quasi fosse una culla improvvisata, il corpicino senza vita di una bimbetta, forse nata appena cinque giorni prima. E' intorno a quest'immagine, impressa nella mente dei primi soccorritori, che ruota il giallo di Burgos, paesino della provincia di Sassari, immerso in una foresta, dove anni fa c'era anche l'accademia della polizia a cavallo, però oggi abitato solo da 800 persone. Fra loro, anche due sorelle, madre e zia della bimba, hanno entrambe intorno ai 30 anni, e i nonni materni della stessa bimbetta. Nei confronti di tutti e quattro la Procura della Repubblica di Nuoro, competente per territorio, ha ipotizzato il reato di abbandono d'incapace: la morte della piccolina è davvero un mistero.

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LA RICOSTRUZIONE
A dare l'allarme la madre, venerdì in tarda serata, con una telefonata al 118. Ma come mai fino a quella giornata nessuno si era ancora presentato all'Ufficio anagrafe del Comune, per registrare quello che avrebbe dovuto essere un lieto evento? A meno che qualche mattina prima, quella casa di Burgos, non ci sia stato un aborto procurato con chissà quali azzardate tecniche e questo potrebbe essere stato il motivo per cui tutto è stato tenuto in gran segreto dai quattro indagati. Oppure la bimbetta potrebbe essere nata morta, o non sarebbe stata nutrita e curata come avrebbe dovuto.

Sono almeno quattro o cinque gli interrogativi che il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli ha girato al medico legale dell'università di Sassari, che oggi dovrà eseguire la perizia necroscopica sul corpo della bambina. Dovrà essere lui, il perito, a presentare al magistrato le risposte sulle cause della morte e soprattutto quando questa sia accaduta. Solo a quel punto la Procura deciderà se contestare ai quattro ancora lo stesso reato, abbandono d'incapace, oppure darà il via a delle indagini più approfondite che potrebbero sfociare in accuse molto più gravi.


IL PAESINO
Quanto è accaduto venerdì ha lasciato in ogni caso un segno indelebile sulla piccola comunità di Burgos, dove tutti si conoscono e forse in molti sapevano che la più giovane delle due sorelle doveva partorire da un giorno all'altro. Ad avvertire il padre della piccola sono stati i carabinieri, che gli hanno bussato alla porta: abita in un altro Comune.
Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta, venerdì è stata la mamma della piccola a chiedere soccorso, essendo però abbastanza vaga sulle condizioni di salute della figlioletta. Ma quando l'equipe medica del 118 è entrata nella camera da letto dei nonni materni, s'è trovata di fronte a ben altra situazione: molte lenzuola arrotolate e macchiate di sangue, diversi asciugamani alla rifusa e fra alcuni cuscini quel corpicino non più da salvare, perché ormai non c'era nulla da poter fare. A quel punto sono intervenuti i carabinieri, che hanno cominciato a interrogare chi era presente nella stanza. Nel primo verbale sono state raccolte le dichiarazioni della madre della piccolina, per la verità apparse subito confuse. In particolare su quando la bimba abbia cominciato ad accusare quel malore che poi le è stato fatale. E' proprio sui giorni trascorsi dal parto alla telefonata al 118 che la perizia dovrà essere molto precisa. Gli investigatori hanno interrogato anche la zia della bimba e subito dopo i nonni materni (tutti indagati). Anche in quest'occasione non tutte le testimonianze avrebbero combaciato fra loro. Soprattutto su cosa sarebbe accaduto in quella casa durante il parto e subito dopo.

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