Roma, caso Consip: la Cassazione annulla con rinvio la sanzione del Csm al pm Woodcock

Roma, caso Consip: la Cassazione annulla con rinvio la sanzione del Csm al pm Woodcock
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Mercoledì 27 Novembre 2019, 19:06

Il caso del pm di Napoli Henry John Woodcock torna al vaglio del Csm. È stata infatti annullata con rinvio dalla Cassazione, per nuovo esame, la sanzione della censura inflitta da Palazzo dei Marescialli a carico del magistrato per aver tenuto nei confronti del Procuratore capo del capoluogo campano Nunzio Fragliasso - nel frattempo andato in pensione - un «comportamento gravemente scorretto». Woodcock, è la contestazione, gli avrebbe taciuto di aver parlato nell'aprile del 2017 con una giornalista di fatti attinenti l'indagine Consip, nonostante il suo superiore avesse chiesto, «in particolare» a lui, di «mantenere il più assoluto riserbo con gli organi di informazione», dato che l'inchiesta era anche di competenza della procura di Roma.

Il colloquio tra il pm e la giornalista, pubblicato il 12 aprile 2017, aveva avuto ad oggetto il caso della centrale di acquisto della pubblica amministrazione e in particolare - ricordano le Sezioni Unite della Cassazione - «il contrasto tra uffici giudiziari in relazione alla posizione del capitano Scafarto», del Noe. I supremi giudici hanno accolto la difesa del magistrato, affidata all'ex giudice ed ex componente del Csm, Carlo Di Casola: Palazzo dei Marescialli «non avrebbe considerato che alcuna frattura interna tra i magistrati coinvolti in quelle vicende si era determinata» a seguito della pubblicazione dell'articolo. Inoltre, secondo gli ermellini, merita di essere approfondita l'obiezione difensiva sul fatto che «non era apprezzabile, quale diretta conseguenza della condotta illecita, alcuna lesione effettiva dell'immagine dei dirigenti della Procura di Roma nè tantomeno di quella di Napoli». Le Sezioni Unite infine concordano sul fatto che il Csm avrebbe dovuto tenere presente che anche l'immagine di Woodcock, dopo l'uscita dell'articolo e l'avvio del procedimento disciplinare, non aveva ricevuto contraccolpi «tanto che, successivamente, il Procuratore capo Melillo gli aveva affidato il settore dei reati contro la Pubblica amministrazione». Ora, in diversa composizione, il Csm dovrà occuparsi nuovamente della vicenda.

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