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Patente e tessera elettorale, arriva il Qr code europeo: la rivoluzione digitale dei documenti

Il prossimo passo: parametri comuni per il riconoscimento nei Paesi della Ue

Patente e tessera elettorale, arriva il Qr code europeo: la rivoluzione digitale dei documenti
di Giusy Franzese
4 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 22:03

Non solo i certificati anagrafici, ma anche la patente e la tessera elettorale. Il numero dei documenti digitali è destinato ad allargarsi in tempi brevi. Lo ha annunciato il ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao: «Nei prossimi 6-9 mesi potenzieremo enormemente i servizi già attivi sull’App Io inserendo anche altri documenti come la patente, accessibile con Qr code. Stiamo lavorando anche sulla tessera elettorale digitale». Niente più, quindi, portafogli voluminosi pieni di tesserine plastificate e documenti cartacei che riempiono in modo antiestetico le tasche dei pantaloni o occupano buona parte delle borse delle signore: sarà tutto sugli schermi degli smartphone, basterà sfiorarli con un dito e apparirà la patente oppure la carta d’identità o il certificato di residenza, il codice fiscale, la tessera sanitaria ma anche il fascicolo sanitario con la nostra storia di diagnosi, malattie passate e cure. Insomma “noi”, digitalmente individuati e definiti. 

IL RADDOPPIO
Una rivoluzione già iniziata e a buon punto. In poco più di un anno - è il bilancio illustrato dal ministro - «i servizi digitali della Pa sono più che raddoppiati»: le identità Spid attivate sono passate da 16 milioni di gennaio 2021 a 31 milioni di gennaio 2022; i cittadini in possesso di Carta di identità elettronica (Cie) da 18,7 milioni a 29 milioni; le transazioni su PagoPa da 185 milioni a 528 milioni; l’anagrafe nazionale Anpr a giugno 2022 serve 67,7 milioni di cittadini e quasi tutti i Comuni italiani (7.904). A dicembre prossimo sarà lanciata la piattaforma per le notifiche, mentre per il domicilio digitale il lancio è previsto nel 2023. «Andiamo avanti a grande velocità» ha commentato soddisfatto Colao che ha parlato di «cambiamento pazzesco dell’Italia»: tra 5 anni (l’arco temporale del Pnrr) diventerà «un Paese migliore, più attraente e più competitivo».

Per quanto riguarda il fascicolo sanitario elettronico (Fse) «andranno armonizzate le caratteristiche fra le diverse Regioni» e «già ci sono accordi». «L’obiettivo è garantire ovunque la migliore assistenza e cura» ha precisato il ministro. In via di realizzazione anche il capitolo della telemedicina che prevede una Piattaforma Nazionale Telemedicina sulla quale è in valutazione la manifestazione di interesse e che sarà realizzata con un partenariato pubblico-privato; per televisita, teleconsulto, teleassistenza, telemonitoraggio, Colao ha annunciato che l’aggiudicazione delle gare regionali ci sarà entro marzo 2023. 

E nell’arco di un anno e mezzo (queste le previsioni del ministro) saranno definiti anche i parametri affinché il nostro wallet di documenti digitali valga legalmente non soltanto in Italia ma anche negli altri paesi europei. Colao ha parlato di Schengen del digitale: «Noi sviluppiamo il progetto italiano, il prossimo passo è farlo diventare un progetto europeo».

LA CONNETTIVITÀ
A dare la spinta al digitale sono, come è noto, i fondi del Pnrr. «In un anno abbiamo allocato già 15 miliardi, di cui circa 10-11 miliardi di euro per il digitale e circa 4 miliardi (4,3 miliardi) per lo spazio» ha ricordato il ministro. Da Paese poco connesso a Paese totalmente servito da internet ultraveloce. Secondo quanto previsto dal ministro, infatti, ci avviamo a essere «il primo Paese europeo ad avere il 100% di fibra per il 5G, copriremo il 99% della popolazione e le reti a banda larga saranno il 94% in fibra». Tutti i bandi di connettività sono stati chiusi «a meno di un anno dal lancio». Il totale degli investimenti ammonta a 5,5 miliardi di euro e Colao ha riferito un totale residuo pari a 1,2 miliardi euro. Restano i problemi delle «zone bianche», ma - ha assicurato il ministro - «sono in via di risoluzione» e riguardano «vecchie gare» sulle quali forse «cerano investimenti molto bassi».

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