Nicolò Buso, calciatore stroncato da un tumore a 32 anni. Venezia-Inter l'ultima partita: la dedica di Okereke

Lottava contro la malattia da anni, per il calcio una grande passione

Nicolò Buso, 32 anni, con la maglia di Okereke
di Davide Tamiello
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Mercoledì 8 Dicembre 2021, 09:49

L’ultimo regalo gliel’aveva fatto sabato 27 novembre, al Penzo, l’attaccante del Venezia David Okereke: la sua maglia numero 77 indossata durante la sfida con l’Inter. Nicolò Buso, 32 anni, è morto nella notte tra lunedì e martedì. Il giovane lottava con quel maledetto tumore da diversi anni ormai. «Un ragazzo d’oro, ha sempre affrontato il suo calvario con una incredibile dignità. Non ha mai perso il sorriso e la voglia di vivere, nemmeno per un secondo», raccontano gli amici. Nicolò si era trasferito negli ultimi tempi a Maerne, ma aveva sempre vissuto a Spinea. La sua grande passione era il calcio: un 11 vecchio stampo, esterno a tutta fascia che amava correre. Aveva iniziato nel calcio Spinea, un giovane promettente, tanto che negli anni delle giovanili era stato preso dal Venezia per un paio di stagioni. Poi, era tornato a casa, con il Città di Spinea, in terza categoria.

Con la prima squadra aveva vinto il campionato raggiungendo la seconda categoria. Adesso calcio Spinea e Città di Spinea si sono fuse in un’unica società. Per ricordare il passato di Nicolò con quei colori, nei prossimi giorni il presidente Mario Scopece porterà alla famiglia la maglia numero 11, quella che aveva sempre indossato in campo. 


Fede a metà tra i colori nerazzurri e arancioneroverdi, sabato 27 novembre era andato al Penzo per assistere a Venezia-Inter. E lì, il regalo a sorpresa: la maglia di Okereke. Ieri l’attaccante del Venezia ha scritto una storia su Instagram postando la foto di Nicolò: «Per me la fortuna di fare il calciatore è anche la possibilità di regalare gioia agli altri con un piccolo gesto e poter conoscere persone speciali. Sono stato fortunato ad averti incontrato e voglio ricordarti così...con il sorriso sul viso. Fai buon viaggio Nicolò». Il 32enne lascia mamma e papà e il fratello Alberto. Il padre, Maurizio, è un allenatore dello Spinea: anni fa aveva allenato anche Nicolò in un torneo (vinto) a Vetrego. Un legame particolare, quello tra loro: Nicolò aveva infatti deciso di seguire le sue orme anche nel lavoro, entrando nel corpo dei vigili del fuoco. Aveva superato il concorso e i test quando, però, è arrivata la malattia a fermarlo: un osteosarcoma che gli impediva fisicamente di proseguire la strada che aveva scelto di percorrer. Il suo sogno era guarire per poter finalmente indossare quella divisa che tante volte aveva visto sfoggiare al papà. I funerali di Nicolò si terranno venerdì alle 11 nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea. «Per volere della famiglia - si legge in un post sulla bacheca Facebook di Nicolò- non inviare fiori ma porre eventuali offerte nelle cassette presenti fuori dalla chiesa il giorno del funerale. Le offerte saranno devolute a Iov - Istituto Oncologico Veneto e Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli».

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