Cristian Parisi, morto dopo un incidente in via Ostiense: addio al "bomber" del calcio laziale

Il 38enne era ricoverato al San Camillo di Roma, dove ha trascorso 12 giorni in coma. Giocò nel Focene, a Fiumicino e a Guidonia. Lascia una moglie e una figlia piccola, Emma

Cristian Parisi, morto dopo un incidente su via Ostiense: addio al "bomber" del calcio laziale
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Mercoledì 3 Novembre 2021, 08:42

Dopo migliaia di battaglie vinte sul campo, si è arreso. Il cuore di Cristian Parisi, 38 anni ed ex attaccante conosciutissimo nel calcio laziale (ex Focene, Fiumicino e Guidonia), si è fermato. Troppo gravi i danni dell'incidente stradale di 12 giorni fa a Roma, su via Ostiense all'altezza del civico 104, quando la sua Fiat 500 si è scontrata con una Fiat Panda nella quale c'era un 24enne rimasto ferito.

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L'incidente

Cristian lavorava alla Siae e stava rientrando da lavoro nel momento dell'incidente: a ricostruire la dinamica, ancora in fase di accertamento, gli agenti del gruppo VIII Tintoretto, hanno spiagato dal Comando della polizia locale. Era stato trasportato in codice rosso al San Camillo ma le sue condizioni sono sembrate subito gravi. Entrato in coma farmacologico, è stato ricoverato in terapia intensiva. Qualche giorno fa qualche segnale che aveva fatto ben sperare tutta la famiglia e i cari, poi l'addio.

 

I messaggi di Cordoglio sui social  

Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social, specialmente dai tantissimi avversari affrontati nella sua carriera nel calcio laziale: «Quando da ragazzino delle giovanili del Fiumicino venivi ad allenarti con noi, ce la "incartavi" letteralmente a tutti - scrive Marco su Facebook -. Rimanevo incantato dalla tua tecnica veloce, dalla tua creatività, ma soprattutto dal tuo sorriso che non mancava mai, né in campo e né fuori. Così, a fine allenamento, mi piaceva fermarmi a palleggiare con te, a calciare col piede debole, a divertirci e provare a migliorarci. Da lì ti ho battezzato il mio 'Pupillo'. Quando ci siamo incontrati in giro per stadi, come un mese fa a Firenze dove stavi seguendo la tua Inter, l'affetto e la stima erano più forti di sempre. Non riesco ad accettare che tu te ne sia andato, perché non è giusto. Non è giusto che se ne vada un ragazzo così buono, solare, sorridente, pacato, sempre affettuoso, sempre così sensibile. Non è giusto che tu non possa più dare alla tua dolce bambina l'amore che solo un papà sa dare. Sono onorato di averti incontrato nel mio cammino, e di averti ammirato come calciatore e come ragazzo». Condoglianze sono arrivate da tutte le società nelle quali ha militato e anche dai club avversari che l'hanno sfidato. La famiglia ha firmato il consenso per la donazione degli organi. 

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