Morricone, l'auto-necrologio: «Funerali privati, non voglio disturbare»

Lunedì 6 Luglio 2020 di Laura Larcan
​Morricone, l'ultimo desiderio: «Funerali privati, non voglio disturbare»
Un desiderio, quello di un funerale privato perché «Non voglio disturbare». Lo scrive di suo pugno il grande Ennio Morricone, compositore e direttore d'orchestra, nel suo necrologio scritto giorni fa. A leggerlo, oggi, il suo avvocato Giorgio Assumma, davanti alle porte del Campus Biomedico di Roma dove era stato ricoverato un mese fa. Poi, nel pomeriggio, la funzione funebre, celebrata nella Capitale, alla sola presenza dei familiari, oltre che del regista Giuseppe Tornatore che insieme ad Assumma era tra i suoi amici più cari. Il momento della benedizione della salma è stato accompagnato dalle note di 'Mission', colonna sonora dell'omonimo film del 1986 di Roland Joffé, alla quale il maestro era particolarmente legato. Morricone verrà sepolto nelle prossime ore in un cimitero di Roma, sua città natale.

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È morto l'altra notte, alle 2,20, 
in seguito a complicazioni respiratorie post operatorie, il maestro premio Oscar, all'età di 91 anni. La camera ardente, al secondo livello sotterraneo del policlinico, resta blindata, sorvegliata a vista da personale dell'ospedale e polizia. La famiglia ha scelto di affrontare un lutto in forma privata. La stampa è assiepata alle porte del Campus Biomedico. L'avvovato esce e legge il saluto.



IL "TESTAMENTO"
«Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po' lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita». Lo legge con la commozione nella voce, Assumma. «C'è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare. Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con Amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari, e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca». E conclude: «Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria, ma non ultima. A lei rinnovo l'amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei il più doloroso Addio».

Parole, quelle del necrologio che rispecchiano il carattere di Ennio Morricone. Come racconta al Messaggero Giorgio Assumma: «Il testo è perfettamente in linea con il suo carattere, di uomo e artista molto riservato che tende a voler rimanere fuori dalle grandi imponenti cerimonie pubbliche - racconta - E nel rispetto degli altri non vuole coinvolgerli in un funerale fastoso, proprio per evitare di essere un disturbo. E' la sua anima», continua l'avvocato Assumma. Il testo è stato trovato dalla moglie Maria e dato all'avvocato perché lo leggesse: «Poche righe in cui c'è tutta l'anima del maestro, il suo essere chiuso anche se ricco di espansività: si faceva in quattro per gli amici. Era molto generoso, infatti, soprattutto nei confronti dei giovani musicisti di talento che cercavano uno sbocco tra le difficoltà».

Un necrologio particolare scritto da qualche giorno: «Lo aveva scritto già da tempo - riflette Giorgio Assumma - Non escludo che l'abbia scritto molto prima dell'incidente che l'ha riportato in ospedale. Morricone si era rotto il femore in seguito ad una caduta in casa: l'operazione era riuscita, ma si sono verificate delle complicazioni». Nelle ultime ore: «Morricone era sì dolorante, ma lucido, sereno, con il conforto della fede da buon cristiano qual era», conclude l'avvocato.
 
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