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Marocchino disabile insultato sul tram a Torino: «Ci fai perdere tempo, torna al tuo paese»

Giovedì 18 Aprile 2019
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Marocchino disabile insultato sul tram a Torino: «Ci fai perdere tempo, torna al tuo paese»

Aggredito e insultato su un tram di Torino perché marocchino e disabile. A denunciare l'accaduto è Abderrahim Belgaid, 62 anni, paralizzato dal 2006 dopo essere stato picchiato dal suo datore di lavoro. Martedì sera, intorno alle 19, l'uomo con la sua carrozzina elettrica è salito sul tram 4 della linea Gtt, all'altezza della stazione di Porta Nuova. Una volta a bordo del mezzo, però, non è riuscito ad allacciarsi le cinture di sicurezza, ritardando la partenza del tram e scatenando l'ira dei passeggeri.

«Marocchino di m... tornatene al tuo Paese. Disabile di m... se ci fai perdere ancora tempo, ti tiriamo il collo», gli hanno urlato, circondandolo. Un uomo sulla sessantina, bloccato da un ragazzo che ha invitato tutti alla calma, ha anche cercato di picchiarlo e gli ha sputato addosso. «Sono salito sul tram e l'autista è venuto a dirmi che dovevo mettermi la cintura - racconta Abderrahim - Ma io sono tetraplegico, le mani le muovo appena: nemmeno volendo avrei potuto allacciarmi la cintura. E, se anche ci fossi riuscito, non si sarebbe chiusa, visto che la mia sedia a rotelle è troppo grande. Così il conducente mi ha consigliato di scendere».

Le regole di sicurezza della Gtt, messe a punto in seguito a un incidente mortale a bordo di un bus in cui perse la vita proprio un disabile, impongono all'autista di non accettare passeggeri in carrozzella non legati dalle cinture. «Io mi sono rifiutato. E mentre il conducente è sceso dal tram per chiedere alla centrale come comportarsi, gli altri passeggeri hanno iniziato a riempirmi di insulti. Volevano buttarmi fuori. Mi hanno strattonato e mi hanno anche danneggiato lo schienale della carrozzina».

Abderrahim si è rivolto ai carabinieri della stazione Falchera, dove ha sporto denuncia. «Siamo rimasti fermi non più di venti minuti, poi il tram è ripartito - sottolinea - Non mi sarei mai immaginato una situazione del genere. Non ho ricevuto solidarietà, se non da pochissime persone che non sono rimaste indifferenti e che ringrazio». Abderrahim parla di «umiliazione». L'ennesima da quanto, tredici anni fa, è stato costretto sulla sedia a rotelle dal suo ex datore di lavoro che l'aveva spinto contro lo spigolo di un mobile e gli aveva rotto una vertebra del collo. «Viaggiava in Ferrari, eppure risultava nullatenente - spiega amareggiato il 62enne - Non ho nemmeno ricevuto il risarcimento per le lesioni subite...».

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 14:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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