Incidente Cuneo, il sindaco: «Mancao fondi per le strade, persa metà dei nostri giovani»

Incidente Cuneo, il sindaco: «Mancao fondi per le strade, persa metà dei nostri giovani»
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In una notte Castelmagno, 54 anime in alta Valle Grana, «ha perso la metà dei suoi giovani». È l'amara considerazione di Alberto Bianco, ingegnere di mestiere ma per vocazione sindaco di Castelmagno, il paese del Cuneese teatro dell'incidente in cui sono morti cinque giovanissimi. «Nulla sarà più come prima», dice all'Ansa lasciando il suo ufficio di Dronero per andare a fare le condoglianze alle famiglie delle vittime. «Oggi sono triste per la comunità intera, perché quei ragazzi, i nostri ragazzi, li abbiamo visti nascere e crescere ed oggi non ci sono più».

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«Conoscevo personalmente tutti loro, erano dei bravi ragazzi, non si davano agli eccessi. È una tragedia dovuta ad un errore umano, una tragica fatalità che forse si poteva evitare», aggiunge il primo cittadino, il volto segnato dalla stanchezza e dalle emozioni di una giornata che non avrebbe voluto vivere. «Di questi incidenti ne sentiamo in continuazione, è ora di dire basta. Questa non è la tragedia di Castelmagno, è la tragedia di tutta l'Italia», sostiene dicendosi «in parte responsabile di quanto accaduto». 

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Non fa retorica, il sindaco Bianco, ma un lucido ragionamento politico che scuote le coscienze. «Come sindaco, anche se di un piccolissimo paese, rappresento lo Stato - è il suo ragionamento - Ecco perché mi sento responsabile. Ma anche impotente. Castelmagno è un comune di 54 abitanti, con 25-30 chilometri di strade da tenere in ordine e pochissimi trasferimenti dallo Stato. Diverse volte mi sono reso conto che la segnaletica è carente. In questo mi sento colpevole: bastava un cartello che segnalasse la curva e forse non sarebbe successo. Se fossi ricco, metterei cartelli di tasca mia, ma faccio il sindaco gratis, così come lo fanno l'assessore e i consiglieri». «Viviamo un epoca in cui ci sono soldi per fare tante cose, ma ai Comuni non arriva niente - insiste Bianco - Eppure con qualche piccolo investimento si potrebbero mettere in sicurezza le strade. E magari questo avrebbe fatto la differenza». 
 

 

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I ragazzi erano in 9 nel Land Rover Defender. Erano saliti in montagna, all'altezza di 1.900 metri, per vedere le stelle cadenti. Nel ritorno, secondo una prima ricostruzioneAnche in montagna, anche su una striscia di terra tutte curve in mezzo ai prati dove la scorsa notte cinque ragazzi sono morti non per una imprudenza, o per un eccesso, ma con molta probabilità per una banale distrazione che ha trasformato una ragazzata in tragedia. «Un cartello, magari sarebbe bastato un cartello», ripete il primo cittadino prima di tornare a Castelmagno. Dove nulla sarà più come prima. ​
 

 

I vigili: intervento tragico

«È stato un intervento tragico, sia dal punto di vista dello scenario che ci siamo trovati di fronte che della giovane età delle vittime». Vincenzo Bennardo, comandante dei vigili del fuoco di Cuneo, parla così dell'incidente di Castelmagno in cui sono morti cinque giovani. L'allarme è scattato dopo la mezzanotte. A darlo sono stati altri ragazzi che, a bordo di una seconda auto, hanno visto dietro di loro il fuoristrada precipitare lungo i pendii della zona.

Mercoledì 12 Agosto 2020, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 20:23
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