CORONAVIRUS

Coronavirus, Lazio: tende pre-triage in 31 ospedali. Nuove disposizioni della Regione

Martedì 25 Febbraio 2020
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Ila Lazio si prepara a fronteggiare una possibile emergenza coronavirus. Tensostrutture per il pre-triage sorgeranno in 31 ospedali del Lazio allo scopo di prevenire un maxi-afflusso di pazienti. Allo Spallanzani la tendopoli è già pronta. Inoltre, in linea con l'ordinanza per le Regioni che non hanno casi autoctoni, ci sarà l'obbligo di 'autodenuncià alle Asl per chi proviene dalle aree del mondo a rischio e dalle zone dei focolai italiani per sottoporsi a 'quarantena volontarià in casa propria. Previsti anche dispenser di disinfettante nei presidi sanitari e nelle aree aperte al pubblico e il 'decalogò anti-contagio nelle scuole e negli uffici della pubblica amministrazione.

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«I tecnici ci dicono che dobbiamo lavorare su tutti gli scenari: il rischio zero non esiste e quindi ci stiamo attrezzando per qualsiasi evenienza» spiega l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. Nella regione della Capitale, dove è al lavoro una task force, ci si prepara per i prossimi giorni di contrasto alla diffusione del coronavirus: «Il governo insieme alle Regioni ha deciso per l'uniformità - ha spiegato oggi nel corso di un'audizione in Consiglio D'Amato - e si è deciso di lavorare a uno schema nazionale di ordinanza per tutte quelle Regioni, tra cui il Lazio, che non hanno avuto finora casi autoctoni.

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Lo schema tipo, presentato dal governo, conterrà dunque diverse misure di informazione e prevenzione, come appunto l'auto-quarantena (»con misurazioni della temperatura due volte al giorno«), o la sanificazione dei mezzi del trasporto pubblico, o ancora una vasta campagna di informazione sulle corrette regole per contrastare il virus, oltre allo stop alle gite scolastiche.
 


La proposta delle Regioni, ha spiegato, è di bloccarle fino al 15 marzo. D'Amato ha poi rivendicato la scelta, nel Lazio, di »centralizzare sullo Spallanzani: sia detto senza polemica - ha aggiunto - ma nella gestione dei casi in Veneto e Lombardia qualche defaillance c'è stata. La difficoltà di ricostruire la linea dei contatti è molto seria«. Nel Lazio inoltre s'è pensato anche ai bambini, nonostante il virus sembri attaccare più gli anziani. C'è un protocollo, ha ricordato, con il Bambin Gesù di Roma: in caso di sovraccarico dell'ospedale pediatrico, la sua equipe potrà usare lo Spallanzani. Questione carenza di camici e mascherine: ci sarà un unico acquisto centralizzato da parte della Protezione civile, ha spiegato D'Amato, e oggi è stato chiesto a tutte le Regioni di fare una mappatura del fabbisogno. Nel Lazio però i magazzini sono pieni: »Al momento - alcuni dei dati forniti - abbiamo 400 mila mascherine, quasi 5 milioni di guanti, 2800 visiere, 10 mila occhiali, 400 mila camici«. Di fronte al rischio di 'sciacallaggiò sui dispositivi - incetta di prodotti per poi rivenderli a prezzo maggiorato - D'Amato ha comunque annunciato che chiederà verifiche ai Nas nei luoghi di stoccaggio, »perché chi vuole fare attività lucrativa desista«. Chi invece potrebbe avere difficoltà sono i numeri d'emergenza, il 1500 e il 112, che però copre solo l'area di Roma: »Il 112 sarà implementato con 6 'isolè aggiuntive dedicate al coronavirus per dare corrette informazioni. Per evitare sovraccarichi arriverà da giovedì il 800.118.800 che nelle province farà quello che fa il 112 a Roma«, e saranno coinvolti anche i medici di base. La rete ospedaliera del Lazio comunque c'è: »Non abbiamo casi ma dobbiamo prepararci come se ne dovessimo avere - ha concluso D'Amato - Abbiamo una solida rete infettivologica che comprende, oltre allo Spallanzani, il Gemelli, Tor Vergata, l'Umberto I a Roma, il Goretti di Latina, il Belcolle di Viterbo, il De Lellis di Rieti e lo Spaziani di Frosinone«. Ci sono 340 posti letto, 179 quelli di isolamento.
Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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