CORONAVIRUS

Coronavitus, la lettera di Walter Ricciardi: «I nostri sforzi per una risposta che sia all'altezza»

Sabato 7 Marzo 2020 di Walter Ricciardi*
Coronavitus, la lettera di Walter Ricciardi: «I nostri sforzi per una risposta che sia all'altezza»

Caro Direttore,
devo confessare di aver letto (...) con un po' di sconcerto l'editoriale dell'altro ieri sul coronavirus di uno degli studiosi da me più ammirati ed al cui ultimo libro ho fatto una promozione serrata per avere, con acume e solidità metodologica, fatto un ritratto del nostro Paese come società signorile di massa totalmente condivisibile.

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In questo caso, invece, l'unica cosa su cui sono d'accordo con lui è che, quando si concluderà, l'epidemia da nuovo coronavirus diverrà un evento che verrà studiato sotto tutti i punti di vista: scientifico, organizzativo, tecnico, gestionale, comunicativo e politico. Intanto proprio ieri, nella riunione di tutti i Ministri della Salute dell'Unione Europea, tenutasi a Bruxelles, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e tutti gli Stati Membri hanno lodato unanimemente le misure prese dal Governo italiano nelle ultime settimane, a conferma non solo che il nostro Ministero non ha sottovalutato niente, ma ha preso le misure più forti di qualunque altro Paese occidentale.

Al fine di contenere l'infezione virale sono state infatti decise misure eccezionali finalizzate al contenimento sia nelle aree geografiche del nord del Paese, anche con restrizioni della mobilità e raccomandazioni protettive sui comportamenti individuali, sia nelle restanti regioni, in particolare finalizzate al distanziamento sociale con importanti campagne informative per l'intera popolazione. Per quanto attiene le strategie future, l'Italia ritiene, anche sulla base delle opinioni espresse dalle Organizzazioni sanitarie internazionali, che le strategie di contenimento e di mitigazione siano in questa fase complementari, in quanto, come verificato anche dalla diretta esperienza italiana, ci si può trovare di fronte a stadi diversi di sviluppo dell'epidemia, anche in localizzazioni geografiche vicine, e ancor più, in regioni lontane dello stesso Paese.

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In ogni momento le strategie di contenimento possono aiutare, se adottate sulla base di criteri stringenti basati su informazioni epidemiologiche aggiornate, a ridurre il carico di malati e la velocità e l'intensità dell'impatto sul sistema sanitario (ad esempio posti impegnati in Unità di Terapia intensiva e sub intensiva e/o isolamento, consumo di Dispositivi di Protezione Individuale, etc.) a ritardare e/o diluire nel tempo il totale dei malati, a consentire di avere una migliore organizzazione, razionalità e possibilità di gestione delle singole situazioni e/o di definizione motivata delle priorità, anche in base agli specifici rischi di evoluzione.

Ma quello che stupisce di più nell'editoriale è ciò che il prof Ricolfi considera uno dei più gravi errori, cioè di aver rinunciato, quando la misura sarebbe stata ancora efficace, a una campagna massiccia di tamponi, per la paura di danneggiare l'immagine dell'Italia all'estero. A parte il fatto che l'Italia ha effettuato il maggior numero di tamponi di ogni altro Paese europeo, l'errore è stato forse proprio quello di farne troppi e questo non è certo colpa delle strutture statali.

Sia l'Organizzazione Mondiale della Sanità che il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle malattie hanno dato l'indicazione di farli soltanto ai soggetti sintomatici e con fattori di rischio legati al contatto o alla provenienza geografica. Il fatto è che la nostra Costituzione attribuisce alle Regioni, e non allo Stato le competenze organizzative e gestionali in sanità e se questo determina solo l'aumento delle disuguaglianze in tempi normali, in caso di epidemia determina la rapida diffusione dei virus sia a livello regionale che nazionale e internazionale.

Durante le epidemie vi è la necessità di un'unica catena di comando e comunicazione, basate sull'evidenza scientifica, per evitare che le mediazioni legate alle diverse sensibilità politiche facciano perdere tempo prezioso e, soprattutto, favoriscano un processo decisionale frammentato ed eterogeneo, a maggior ragione se questo porta a decisioni incongruenti con l'evidenza scientifica, quale quella, presa nelle Regioni dove si sono sviluppati i focolai epidemici originali, di fare tamponi anche a soggetti asintomatici, addirittura in alcuni casi privi anche dei fattori di rischio legati al contatto con una persona positiva o proveniente da aree geografiche interessate dall'epidemia. Quest'ultima decisione è stata quelle che ha probabilmente determinato la focalizzazione dell'attenzione mondiale sull'Italia come Paese di untori, con il conseguente crollo della nostra economia e l'identificazione in tutto il mondo dei nostri connazionali come soggetti pericolosi, oltre che generare un allarme sociale sfociato talvolta in veri e propri casi di panico ed isteria collettiva.

Va inoltre rimarcato che mai il Ministro della Salute si è posto obiettivi che non fossero quelli di tutelare la salute, diritto che la nostra Costituzione, unica al mondo, prevede come fondamentale ed in nessun momento ha anteposto ad esso alcuna altra valutazione né politica, né men che meno economica. Oggi l'Italia non solo può guardare a testa alta per quello che sta facendo per arginare l'epidemia da coronavirus, ma intende porre a disposizione di tutti i Paesi del mondo l'esperienza tecnica, scientifica, organizzativa e comunicativa acquisite in queste settimane in un contesto epidemiologico ed assistenziale di rilevante complessità. Abbiamo scelto la strada della massima trasparenza e continueremo con decisione su questa strada.

Noi riteniamo che l'Italia, grazie alle risorse professionali, tecniche, organizzative e gestionali schierate sarà in grado di fronteggiare adeguatamente questa difficile situazione, grazie anche ad una forte alleanza tra politica e scienza, a patto che ogni scienziato si metta al servizio del Paese e, soprattutto, si occupi delle cose che sa.

*Consigliere del Ministro della Salute

Ultimo aggiornamento: 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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