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L'allarme di Salvi (Cassazione): «Attenzione alle fake news, possono condizionare la campagna elettorale»

L'allarme di Salvi (Cassazione): «Attenzione alle fake news, possono condizionare la campagna elettorale»
4 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Luglio 2022, 16:36

«L’esperienza del passato, soprattutto quanto accaduto durante la campagna elettorale Usa del 2016 ci dice che dobbiamo stare molto attenti, perché c’è il pericolo che le prossime elezioni possano essere condizionate da false notizie e fake news, con effetti di radicalizzazione, perché oltre a una guerra che si combatte in Ucraina è in corso una guerra ibrida». A mettere in guardia dai rischi è Giovanni Salvi, procuratore generale emerito della Corte di Cassazione, che esprime le sue preoccupazioni sulla guerra in Ucraina e le possibili conseguenze nel nostro Paese durante il suo intervento al forum internazionale UpLodi organizzato da Appia Institute. «Credo che si debba trovare uno strumento per la tutela penale dello spazio pubblico - sottolinea Salvi - Non ovviamente un obbligo di legge che limiti le opinioni e la lettura dei fatti. Piuttosto che si preveda un obbligo di lealtà: la manipolazione delle immagini e la diffusione di notizie false, del resto, sono fatti».

MINACCE ALLA SICUREZZA

“Il mondo e l’Italia dopo la guerra in Ucraina” è il tema centrale del forum internazionale in cui si discute di pace e sviluppo. Coordinato da Francesco Sisci, presidente di Appia Institute, riunisce sul palco nomi di spicco come il procuratore generale emerito Salvi, il consigliere economico del presidente del Consiglio Francesco Giavazzi, il consigliere dell’amministrazione Usa Edward Luttwak. Il quale è profondamente scettico sulle capacità belliche del presidente Vladimir Putin: «La Russia fa la guerra con meno informazioni di un turista che va in vacanza», afferma. Conseguenza della guerra russo-ucraina sono state le sanzioni del G7, che «hanno avuto un effetto molto potente sulla Russia - spiega - ma anche sulla Cina. I cinesi hanno scoperto che bastano le sanzioni del G7 per affamarli visto che importano 150 milioni di tonnellate di proteine». L’influenza cinese su questa guerra, secondo il consulente, è minimo: «Zero impatto sull’Europa e zero impatto sugli Stati Uniti». Tuttavia, rimarca Salvi, «le minacce alla sicurezza ci sono, sono evidenti, soprattutto se la situazione in Ucraina non si risolve. È chiaro che noi siamo schierati contro il Paese aggredito perché ce lo impone il diritto internazionale. Siamo dalla parte del giusto ma questo comporta conseguenze, tra cui la possibilità di attacchi. La costruzione del perimetro di sicurezza mi pare stia già funzionando, la previsione dei delitti è in corso, l’intelligence è attrezzata, credo però che occorra rendere più efficace la cooperazione internazionale giurisdizionale».

SABOTAGGI INFORMATICI

Centrale è la questione degli hackeraggi informatici, avverte il procuratore generale emerito, «c’è il rischio grave di escalation occulta e non controllabile. Per questo è molto importante anche la risposta giudiziaria a questi attacchi. Noi dobbiamo essere in grado di rispondere anche attraverso il diritto». Indizi di hackeraggi russi «ci sono e soprattutto per area baltica, la Polonia, la Francia, gli Stati Uniti. Ma si tratta di sospetti per i quali non c’è stata possibilità di attribuzione. E la disinformazione è sempre esistita nel contesto internazionale. Bisogna rendere più efficace la cooperazione internazionale giurisdizionale. Bisogna raggiungere una reale cooperazione giudiziaria e che questa comprenda che i tempi di reazioni per l’accertamento di una condotta informatica non può attendere i tempi della cooperazione. Perché l’informazione se non può essere congelata immediatamente si perde. Molto si può fare ancora. Vediamo ogni giorno droni efficacissimi, che già distinguono chi è amico e chi è nemico. Le guerre sono anche potentissimi volani di tecnologia».

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