Cadavere nel Po, il corpo ritrovato non appartiene ad Andreea. La ragazza è sparita da Jesi a marzo

Cadavere nel Po, il corpo non appartene nemmeno ad Andreea, la ragazza sparita da Jesi
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Venerdì 8 Aprile 2022, 21:41 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:17

Al momento nessun profilo di giovane scomparsa è compatibile con quello del corpo della donna ritrovata senza testa in un borsone sul Po a Occhiobello (Rovigo) lunedì mattina. Sono stati già esclusi alcuni soggetti in particolare come Samira El Attar, la donna scomparsa il 21 ottobre 2019 a Stanghella (Padova), quello di Isabella Noventa di Albignasego (Padova), uccisa nel 2016, e anche quello di Andreea Alice Rabciuc, rumena che viveva a Jesi (Ancona), scomparsa il 12 marzo scorso. La procura di Rovigo è ancora in attesa dell'esame del Dna dal cadavere e l'incrocio con quelli presenti nelle banche dati delle forze dell'ordine non ha dato indicazioni per provare a risalire all'identità della vittima.

Il cadavare appartiene a donna uccisa meno di un mese fa

C'era anche una maglia viola nel borsone che custodiva il cadavere della donna, ancora senza identità, affiorato tre giorni fa nelle acque del Po. Una maglia di tessuto, senza paillettes, come invece riportavano in queste ore alcune indiscrezioni sulla stampa. A trovare la sacca, molto capiente, sono stati lunedì mattina due tecnici dell'Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po). «La borsa - ha riferito il tecnico Aipo, Davide Martini - era strappata, mi sono avvicinato, ho visto della pelle e ho subito chiamato i carabinieri, arrivati dieci muniti dopo. La pelle era diventata gialla».

I primi esami medico legali hanno confermato che il corpo, trovato mutilato e privo della testa, è quello di una donna giovane, forse neppure trentenne, con pelle di carnagione chiara. Lo stato di conservazione dei resti chiusi nella sacca ha consentito al medico legale di stabilire che la data dell'omicidio risalirebbe ad un intervallo che va da una a tre settimane dalla data del ritrovamento. A coordinare le indagini è la procura della Repubblica di Rovigo. Il fascicolo, aperto contro ignoti, con l'ipotesi di omicidio, è assegnato al pubblico ministero Andrea Bigiarini. 

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