Roma, minacce al procuratore e al gip di Agrigento, l'Anm condanna: «Gesti vili»

Giovedì 18 Luglio 2019
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Dopo le minacce al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e alla gip Alessandra Vella (che non ha convalidato l'arresto in flagranza di reato della comandante della Sea Watc 3, Carola Rackete), arriva la presa di posizione dell'Anm. L'Associazione Nazionale Magistrati «rinnova l'espressione di vicinanza e solidarietà ai colleghi Luigi Patronaggio e Alessandra Vella, ancora una volta vittime di atti intimidatori compiuti a causa dell'adempimento del loro dovere di magistrati», si legge in una nota. Per la Giunta Esecutiva Centrale dell'Anm si tratta di «gesti vili che seguono di pochi giorni il dileggio e le minacce che già abbiamo denunciato, in un'escalation purtroppo prevedibile che preoccupa e che comunque, siamo certi, non fermerà l'azione della magistratura. Rinnoviamo con forza l'auspicio che chi opera nello Stato per primo concorra a rinsaldare l'unità e la fiducia nelle Istituzioni, astenendosi da atti o parole che alimentano le divisioni e - conclude l'Anm - delegittimano l'azione della magistratura».

Nelle scorse settimane sono state smistate decine di lettere minatorie indirizzate ai magistrati di Agrigento. Una conteneva della polvere da sparo, mentre in un'altra c'era un'ogiva di proiettile. In una missiva a Patronaggio venivano mosse accuse deliranti, come quella di «di partecipazione alla loggia satanico massonica» e di «riti satanici e di stupro rituale di bambini procurati dagli zingari
». Sono in tutto una ventina le lettere di minacce - scritte sia a mano che al computer - bloccate al centro di smistamento di Favara. Sul caso indagano i Carabinieri della Scientifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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