Scuola, test Invalsi dal 2 marzo: per chi sono obbligatori e come brillare grazie alle simulazioni on line

Lunedì 2 Marzo 2020
Scuola, test Invalsi dal 2 marzo: per chi sono obbligatori e come brillare grazie alle simulazioni on line

Avanti con i test Invalsi. Il coronavirus non ferma le prove di quinta superiore. Si doveva partire il 2 marzo (e finire il 31 dello stesso mese) e così sarà. A confermarlo è direttamente Roberto Ricci, responsabile area prove dell'Istituto, che durante una videochat col portale Skuola.net ha sottolineato: «Il fatto che si facciano al pc ci aiuta; dove le scuole saranno aperte inizieremo come da calendario, laddove saranno chiuse recupereremo: ci sono i margini per farlo serenamente e senza affanno».

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Nel frattempo, i ragazzi prossimi alla Maturità si stanno preparando psicologicamente ad affrontare le prove. A maggior ragione quest'anno. Perché il 2020 è un momento chiave per l' Invalsi: dopo il rinvio di dodici mesi fa, infatti, stavolta le prove saranno requisito per l'ammissione agli esami di Stato. Se si vuole ottenere il diploma si devono sostenere. Non c'è alternativa. Peccato che, su questo punto, i ragazzi siano un po' disorientati. Skuola.net ha effettuato una ricerca su 4mila maturandi alla vigilia della data di partenza, evidenziando come più di 2 su 5 ignorino questo aspetto. Il 16%, invece, appare dubbioso.

Il 27% afferma addirittura con certezza che non saranno requisito di accesso all'esame. Decisamente più chiara la finalità delle prove: il 35%, correttamente, dice che servono «a valutare la qualità degli apprendimenti di ciascuno studente e quindi l'efficacia del sistema scolastico»; il 42%, pur non centrando l'obiettivo, ci si avvicina, rispondendo che «valutano il sistema scolastico su scala nazionale»; appena 1 su 10 va fuori strada (dicendo che servono a valutare studenti o insegnanti); il 12% è indeciso. Ma gli aspetti che sembrano essere entrati di più nel DNA di quasi tutti gli studenti giunti alla fine delle scuole secondarie sono quelli legati alla struttura: l'83% sa bene che le prove saranno tre e che verteranno su argomenti di Italiano, Matematica e Inglese (quest'ultima materia divisa in due parti: reading e listening). Così come il 74% è consapevole che le prove verranno svolte al computer. E il 75% sa che per affrontare le domande dell' Invalsi non è necessario prepararsi come se fossero compiti in classe, poiché richiedono attenzione e ragionamento e non studio nozionistico.

 Al limite, ci si può esercitare con le simulazioni messe a disposizione dal sito ufficiale dell'Area prove Invalsi (https://www.invalsiopen.it/): ne sono a conoscenza ben 7 maturandi su 10. Un'informazione che invece manca è che, tra le opportunità fornite dalle prove Invalsi, c'è quella di ottenere - grazie alla prova di Inglese - una certificazione delle competenze linguistiche (in lettura e comprensione) con l'indicazione del livello raggiunto (non ancora B1, B1 o B2): solo il 30% dimostra di saperlo, il 13% pensa che la certificazione ci sia ma senza l'indicazione del livello, più della metà (57%) o risponde in maniera errata o non si sbilancia proprio. Strada abbastanza tracciata, sempre secondo i ragazzi, anche dal punto di vista organizzativo.

Le informazioni di base ci sono: quasi la metà (48%) già sa che svolgerà le prove in tre giornate diverse, il 9% che ne farà due assieme e una terza in un giorno differente, il 7% che potrà completarle tutte nella stessa giornata. Il 36%, al contrario, non ha ancora ricevuto indicazioni precise. Situazione simile per quanto riguarda la disponibilità da parte degli istituti dei PC su cui far lavorare gli studenti: il 35% dice che la sua scuola ha computer a sufficienza per far sostenere le prove Invalsi tutti assieme, per il 27% sarà necessario dividersi in turni a causa del numero ridotto di PC, appena il 4% dovrà trasferirsi in un'altra struttura. Anche se, come prima, circa 3 su 10 non hanno avuto comunicazioni in tal senso.

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