Welfare Come Te Schipani: in Aiwa per fare cultura e business

Welfare Come Te Schipani: in Aiwa per fare cultura e business
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Lunedì 18 Ottobre 2021, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 12:00

L’associazione italiana del welfare aziendale (Aiwa) conta da qualche giorno su un nuovo socio, Welfare Come Te. La prima componente del Terzo settore che si affaccia tra provider, broker e società connesse a grandi compagnie assicurative. Intervista al direttore generale Paolo Schipani

Paolo Schipani è il direttore generale di Welfare Come Te, un progetto imprenditoriale sviluppato da Consorzio FIBER, partecipata da 17 realtà – Consorzi e Cooperative sociali – tra le più importanti in Italia, che consentono di coinvolgere nel sistema oltre 100 imprese sociali su tutto il territorio nazionale. Cooperative storicamente impegnate per la gestione dei servizi alla persona, che impiegano oltre 50.000 operatori in tutte le Regioni.

Schipani, siete un soggetto diverso da tutti gli altri soci di Aiwa. Come sentite questa casa come una casa comune?

Tutti i soci Aiwa credo abbiano un obiettivo comune: offrire servizi di qualità alle aziende che vogliono essere protagoniste con il welfare aziendale. Se poi per perseguire questo obiettivo si è diversi, è anche meglio. Certo il nostro profilo non si sovrappone a nessuno di quelli delle società già connesse ad Aiwa. È importante vedere quello che potremo fare insieme.

Questo vuol dire che il Terzo settore è maturo per una relazione con il sistema economico profit?

Credo che la contaminazione sia un valore. Noi siamo un gruppo di cooperative sociali che cerca di acquisire un linguaggio comune a quello delle aziende. Speriamo che anche le aziende possano essere contaminate dalla nostra attenzione ai valori, che fanno parte integrante del nostro business.

Quindi si parla di business, non di attività no profit?

Ma certo. Guardi che anche le imprese sociali perseguono gli obiettivi di fatturato e di marginalità per poter crescere. L’obiettivo della qualità ci accomuna a tutti coloro che vogliono vincere la competizione del mercato. Dopo la tragedia del Covid si è scoperchiato il vaso di Pandora. Sono uscite cose diverse e diverse esigenze che sembravano sopite o nascoste. Il Paese credo cha abbia bisogno di sperimentazioni capaci di dare nuove risposte alle nuove domande che si sono imposte in questo periodo senza precedenti.

L’impresa sociale e la cooperazione sociale si erano abituate a relazionarsi solo con la Pubblica Amministrazione. Stanno cambiando pelle?

Welfare Come Te è uno degli esercizi di innovazione della cooperazione sociale: abbiamo scelto il welfare aziendale, come campo da gioco, perché crediamo di poter dare un contributo forte; perché pensiamo che possa essere uno dei pilastri per rispondere ai bisogni e alle fragilità delle persone e delle famiglie. E, soprattutto, perché pensiamo di poter avere un ruolo importante in queste risposte.

Marco Barbieri

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