David Lazzari (CNOP): “SSN garantisca assistenza psicologica a tutti”

David Lazzari (CNOP): SSN garantisca assistenza psicologica a tutti
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Giovedì 5 Agosto 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 07:00

Intervista a David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che ribadisce la necessità di standard organizzativi omogenei e adeguati affinché le cure psicologiche possano essere per tutti

Buongiorno Presidente, le vacanze estive rappresentano un momento molto importante per gli italiani. Dopo un periodo così drammatico come quello che abbiamo affrontato, quest’anno forse sono ancora più importanti per recuperare serenità e combattere l’ansia e lo stress accumulati nei mesi passati. Come si apprestano ad affrontare questa stagione gli italiani?

Gli italiani cercano una evasione dopo un anno di tensioni e preoccupazioni. È una cosa giusta e comprensibile. Direi che dallo scorso anno le vacanze non sono più una cosa scontata o una routine, sono diventate qualcosa di prezioso, da vivere in pieno, anche se si ha poco tempo o poche risorse a disposizione, anzi in questo caso direi ancora di più. Ovviamente questo desiderio di evasione può portare a dimenticare ogni norma di prudenza, ed io vorrei dire a tutti che si può vivere la vacanza con equilibrio, divertendosi senza dimenticare il rispetto di norme elementari di protezione. Le situazioni non si risolvono negandole ma affrontandole con criterio: è la consapevolezza che ci rende sereni, non la negazione o l’eccesso.

A causa del Covid, delle discussioni sul green pass e alcune limitazioni ancora presenti, saranno delle vacanze stressanti per gli italiani?

Io credo che il green pass sia uno strumento che ci può aiutare ad affrontare la situazione con maggiore serenità, un equilibrio tra rigidità e mancanza di protezioni. Ciò che crea stress sono le norme eccessive, poco chiare e di difficile attuazione o, all’opposto, la mancanza di norme di riferimento collettivo che diano un senso di protezione condivisa e comune.

Quali sono i consigli del presidente degli Psicologi per viverle al meglio e ricaricare le energie in vista del rientro?

Innanzitutto mi consenta di augurare buona estate a tutte e tutti, soprattutto a coloro che non riusciranno a lasciare il lavoro o non potranno fare vacanze. A questi ultimi dico che si “stacca” non solo andando in bei posti, fisicamente, ma si può allentare la routine anche con un giusto atteggiamento mentale. Le energie si ricaricano vivendo belle esperienze e con emozioni positive e questo si può fare in ogni luogo, è soprattutto una attitudine della psiche che possiamo attivare dentro di noi. A chi va in vacanza auguro di farlo senza frenesia, senza voler inseguire chissà cosa, è importante gustare i momenti, fermarsi a osservare cose belle e farci riempire da queste belle sensazioni. Godiamoci un tempo più rilassato e personale, questa è la vera “vacanza”.

Uno dei temi più caldi in vista del rientro è la Scuola? Dad sì o Dad no? 

La scuola, lo hanno capito tutti, non è solo un luogo di trasmissione di contenuti. Ma è uno spazio di crescita psicologica. Se i ragazzi vivono un malessere eccessivo e non c’è un clima relazionale positivo l’apprendimento ne risente, come si è visto. Quindi è importante non solo una scuola in presenza ma anche fornire alla scuola tutti gli strumenti per recuperare i danni che la pandemia ha creato e affrontare meglio il futuro. La psicologia scolastica in questo ha un ruolo molto importante ed è fondamentale che questo servizio sia presente in tutte le scuole.

Il ruolo dello psicologo, soprattutto nel settore pubblico, è stato spesso sottovalutato. La pandemia però ha fatto capire a molti l’importanza della salute psicologica al pari delle altre cure. Qual è lo stato dell’arte nel Servizio sanitario nazionale?

In effetti sino ad ora il sistema sanitario non ha garantito ai cittadini l’assistenza psicologica, per carenza di psicologi nel pubblico e per mancanza di standard organizzativi omogenei e adeguati. Continuare così sarebbe un danno enorme per i cittadini italiani, che giustamente chiedono di avere una psicologia pubblica e di non dover solo pagare di tasca propria. Penso anche ai tanti che non se lo possono permettere. Sono personalmente angosciato dalle tante persone che si rivolgono anche all’Ordine nazionale per chiedere aiuto in questo senso. Gli italiani si aspettano delle risposte concrete, che la nuova sanità garantisca l’assistenza psicologica dove e quando serve.

Molti cittadini non hanno ancora fatto il vaccino semplicemente a causa delle proprie paure, generate anche da una comunicazione sull’argomento non sempre corretta e lineare. Se potesse dare un suggerimento al presidente Draghi e al ministro Speranza proprio sul piano della comunicazione, cosa direbbe?

Direi che è importante sempre organizzare una comunicazione istituzionale chiara, serena, oggettiva ed autorevole. Il campo dei vaccini in questo è stato esemplare. In molti paesi del mondo gli psicologi hanno collaborato per aiutare le persone a decidere in modo consapevole. Partendo dal concetto che la scienza non è infallibile ma che è fondamentale nel campo della salute. E aiutando le persone a capire il linguaggio della scienza, che non è mai bianco/nero, perché la realtà non segue un pensiero binario si/no ma è complessa e probabilistica. I media spesso accentuano queste letture bipolari ma si tratta di una logica che banalizza e distorce i problemi e non ci aiuta a scegliere saggiamente.

Ludovica Urbani

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