Test per la facoltà di Medicina
Il numero chiuso
spaventa gli studenti ciociari

Giorni importanti, per gli studenti ciociari delle scuole  Superiori, in vista delle scelte post-liceo.
In Ciociaria, nel giro di 5 anni, andranno in pensione il 40% dei medici ospedalieri e, pertanto, il corso di laurea in Medicina e Chirurgia è sempre uno dei più ambiti dagli studenti ciociari.
Ma l’accesso alla facoltà è, proprio in questi giorni, tema di estrema attualità.
«Sugli organi di stampa  - spiega il prof. Francesco Fedele, di Frosinone,  Direttore della Prima Cattedra di Cardiologia presso l’Università La Sapienza di Roma - è stata ripresa la notizia della proposta del Rettore dell’Università di Ferrara, Prof. Giorgio Zauli, sul cambiamento per l’accesso. La proposta, da me ampiamente condivisa, è stata oggetto recentemente di critiche da parte della comunità studentesca e da parte di alcuni Rettori.
Sintetizzando, gli studenti criticano la non abolizione completa del numero chiuso, i Rettori sono favorevoli ad un ampliamento del numero di iscrivibili attraverso adeguate modifiche strutturali dei loro Atenei.
Sicuramente un problema quantitativo esiste in termini di identificazione programmatica del numero di medici che occorreranno nel prossimo futuro nel nostro paese e di adeguamento in termini di strutture e di risorse degli atenei.
Tuttavia, dal mio osservatorio di Professore di cardiologia che insegna al IV anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, desidero sottolineare il grave problema relativo alla qualità dei medici che attualmente il sistema immette in ambito lavorativo.
A mio avviso l’attuale meccanismo incentrato sul test d’ingresso a quiz non seleziona da un punto di vista qualitativo i più idonei al percorso di medicina e chirurgia e coloro che sono professionalmente all’altezza del loro compito. Da una parte, infatti, il test a quiz rappresenta un solo momento valutativo penalizzato da un’ampia valenza stocastica, dall’altra coloro che superano il test sono sottoposti soltanto in minima parte ad un procedimento di selezione in itinere: infatti, gli Atenei hanno tutto l’interesse, al fine di una loro ottimale valutazione dell’attività didattica, a mantenere la massima percentuale possibile di studenti in corso e di studenti laureati entro i sei anni.
Se l’interesse non è soltanto quello di avere una quantità adeguata di medici ma anche e soprattutto di avere medici di elevata qualità, il sistema attuale deve essere cambiato.
In questo senso, la proposta del Rettore dell’Università di Ferrara, sempre passibile di modifiche migliorative, sembra accettabile per un percorso di cambiamento che vede al centro una selezione più appropriata dei futuri medici, considerando che non saranno soltanto dei semplici “operatori sanitari” ma professionisti con spiccate doti intellettuali e umane indispensabili per la figura del Medico (l’iniziale maiuscola non è casuale)» conclude il professor Fedele.

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di Pietro Piovani