Frosinone, pastore ferito al collo da una fucilata in Val di Comino: s'indaga per risalire al cacciatore

Frosinone, pastore ferito al collo da una fucilata in Val di Comino: s'indaga per risalire al cacciatore
di Stefano De Angelis
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Venerdì 5 Novembre 2021, 16:36 - Ultimo aggiornamento: 16:40

Due spari, il dolore e le grida. Una tranquilla giornata d’autunno ha rischiato di trasformarsi in tragedia a San Donato Val di Comino. Un pastore è stato colpito da due pallini di una fucilata esplosa da un cacciatore. È stato subito soccorso e trasportato in ospedale: fortunatamente non ha riportato gravi ferite. È mistero, intanto, sull’uomo che impugnava il fucile: si è allontanato dal luogo, probabilmente, è questa l’ipotesi dei carabinieri, perché non si è accorto di quanto fosse accaduto. Ora si sta cercando di risalire alla sua identità.

È avvenuto tutto ieri pomeriggio, tra le 16.30 e le 17, nelle campagne del paese della Val di Comino, quasi al confine con Settefrati. Sul posto sono subito intervenuti i militari coordinati dal maresciallo Valerio Di Santo, che hanno eseguito un sopralluogo e i rilievi nel tentativo di raccogliere elementi utili. Stando alla ricostruzione, il pastore, un rumeno di 52 anni, si trovava in un terreno della zona “San Paolo”. Aveva portato le proprie pecore a pascolare. Era ormai il tramonto, nella zona era già iniziato a calare il buio. In quel momento era da solo in un’area in cui ci sono alberi e vegetazione. Stava attendendo di poter rientrare con il proprio gregge. È stato un attimo: ha sentito il fragore di due colpi e subito dopo un forte dolore sotto un orecchio. Ha così iniziato a urlare: due pallini lo avevano colpito al collo, nella parte sinistra. Per fortuna senza causargli lesioni gravi. Alcuni vicini hanno avvertito i lamenti del pastore. Subito è scattato l’allarme e sul luogo sono giunti i carabinieri di San Donato e i sanitari del 118: il 52enne, con un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale SS Trinità di Sora, dove è stato curato per le lacerazioni subite e gli sono stati estratti i residui dei pallini.


GLI ACCERTAMENTI
Sono così partiti gli accertamenti per ricostruire la dinamica e rintracciare il cacciatore, ma fino a ieri sera ancora non era stato individuato. Il colpo, secondo le prime verifiche, sarebbe stato esploso con un fucile calibro 12, di quelli solitamente utilizzati nell’attività venatoria, da una distanza considerevole, quasi cento metri. E per questo la rosa di pallini della cartuccia si è aperta interamente e due di questi hanno finito per raggiungere il pastore. L’elemento della lontananza, unito al fatto che nella zona in questione ci sono piante e arbusti, induce gli investigatori a battere una sola ipotesi, quella di un incidente di caccia. I carabinieri, intanto, per tutto il pomeriggio hanno ascoltato alcuni cacciatori del paese e abitanti della località “San Paolo” per cercare di identificare l’uomo che era uscito per andare a caccia. Per farlo si sta procedendo anche a una ricognizione dei possessori di porto d’armi e di fucili da caccia.

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