Il ritorno in A, l'impegno per il Sacco
e le bonifiche, l'ex Ideal Standard
Cosa salvare del 2018

Martedì 1 Gennaio 2019 di Pierfederico Pernarella

a prima volta non si scorda mai, ma anche la seconda ha fatto un certo effetto. Anche in questo caso, più della promozione in Serie A, a restare impressa sarà la vittoria, una battaglia epica, che ha permesso di riconquistarla: Frosinone-Palermo 2-0, 16 giugno 2018, stadio Benito Stirpe.

I palloni galeotti, i colpi proibiti, l’invasione di campo sul filo del triplice fischio. La fame era tanta, ma non è mai troppa quando il calcio diventa una scusa per sfidare il destino con l’obiettivo più ambizioso: prendersi ciò che si ritiene giusto, contro tutti e tutto e finire in una casella, come quella del primissimo elenco delle squadre di Serie A diffuso dalla Lega, in cui il Frosinone era finito tra Napoli e Parma, con buona pace dell’alfabeto ma anche, evidentemente, di pronostici già apparecchiati.
Non erano stati fatti i conti con la tigna ciociara. La stessa di cui parla nella lettera di congedo mister Moreno Longo esonerato per il percorso fin qui fallimentare in serie A: «Con la tigna ciociara nessun sogno vi è precluso». Un pezzo del 2018, anche questo, da conservare con cura.
Meglio però non compiacersi troppo delle proprie virtù, si rischia di avere l’effetto opposto. E la tigna potrebbe trasformarsi in arrendevolezza rispetto ad altre questioni di cui, al contrario del calcio, la provincia di Frosinone non può andare orgogliosa. Quella ambientale su tutte.

LE EMERGENZE AMBIENTALI
Il 2018 si chiude con le solite classifiche che relegano il capoluogo ai soliti ultimi posti per le sue emergenze ambientali, con la raffica di sforamenti di polveri sottili e le immagini della schiuma che ha invaso il fiume Sacco a causa di sversamenti illeciti e tuttora impuniti. Sarebbe troppo facile dipingerla più nera di quanto sia e ricordare tra le altre cose che anche il 2018 è andato via senza che sia entrato in funzione l’atteso (da troppi anni) registro tumori e si sia messo mano alle bonifiche del Sin.

Ma se si vuole guardare al futuro con la doverosa speranza, allora, a proposito di tigna, è meglio salutare il 2018 con le immagini della mobilitazione dei cittadini per il Sacco e quella di amministratori locali, associazioni, funzionari ministeriali e dirigenti regionali riuniti, come è accaduto lo scorso 20 dicembre, nell’impegno di avviare la fase operativa per le bonifiche nei prossimi mesi. Per nessun altro Sin, come quello della Valle del Sacco, hanno più volte sottolineato dal Ministero, c’è stato un percorso così partecipato da enti e associazioni locali.
Un punto di forza, al netto degli annunci rimasti tali e del tempo perso, da cui (ri)partire per trasformare il risanamento ambientale in un’occasione di sviluppo. Per curare un territorio “malato”, ma anche per trovare i tanti posti di lavoro che mancano (che in troppi, soprattutto i giovani, non cercano più) e gli altrettanti che rischiano di andare perduti.

L’EX IDEAL STANDARD
E non sarà un caso che il 2018 verrà ricordato anche per il salvataggio dell’ex Ideal Standard di Roccasecca avvenuto nella primavera scorsa grazie a un progetto di economia circolare presentato dalla Saxa Gres (società che ha rimesso in piedi già la ex Marazzi di Anagni) per la produzione di sanpietrini (dovrebbe partire all’inizio del prossimo anno) per un terzo realizzati con materiali provenienti dai rifiuti.

Un’operazione, avvenuta sotto la regia dell’ex ministro Calenda, che ha evitato d’ingrossare le fila delle migliaia di disoccupati appesi ad un ammortizzatore sociale. Come quelli in mobilità in deroga (la maggior parte dei quali ex dipendenti dell’ex Vdc di Anagni, stabilimento che l’Asi quest’anno è riuscita a vendere al migliore offerente ma s’ignora ancora per farne cosa) che anche nel 2018 hanno dovuto inscenare una protesta per ottenere, in extremis, la copertura dell’ammortizzatore. L’erogazione della mobilità, stando agli accordi tra Regione e sindacati, doveva essere condizionata alle politiche attive per il reinserimento lavorativo attraverso tirocini e lavori di pubblica utilità. Il progetto è miseramente fallito.

IL NUOVO CHE AVANZA, O QUASI
Un cattivo presagio sull’applicabilità del reddito di cittadinanza che il governo giallo-verde si appresta a varare? Lo diranno i fatti. Gli elettori ciociari sapranno a chi chiedere conto dal momento che la maggioranza dell’attuale esecutivo in provincia di Frosinone esprime sei parlamentari (3 dei Cinquestelle e 3 della Lega) eletti nella tornata della scorsa primavera che ha visto sonoramente sconfitti big della politica ciociara come Francesco De Angelis e Mario Abbruzzese. Una “rivoluzione”, generazionale e politica, di cui si attendono i riscontri sul territorio.

CASSINO, FCA E COMUNE AL BIVIO
Intanto alcune misure del governo fanno tremare in provincia di Frosinone, come l’ecotassa che rischia di stravolgere i piani della Fca, quest’anno diventata orfana di Marchionne, per lo stabilimento di Cassino, con pesanti ricadute occupazionali.
Nubi minacciose, sempre nella città martire, anche sull’amministrazione comunale guidata dal sindaco D’Alessandro alle prese con il dissesto dichiarato lo scorso giugno. Potrebbe essere un’occasione per ripartire da zero, ma la crisi infinita in maggioranza, per ora, lascia intravedere poche speranze.

Ultimo aggiornamento: 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA