CORONAVIRUS

Frosinone, l'associazione Verbene racconta l'esperienza dei ragazzi con disturbi psichiatrici nell'era Covid-19.

Lunedì 7 Dicembre 2020
Alcuni volontari di "Verbene"

L’associazione Verbene è nata cinque anni fa e, nel capoluogo frusinate, è tra le più attive nell'ascolto e nell'aiuto dei familiari e delle persone che hanno disturbi psichiatrici. La loro sede è in viale Grecia, nella parte bassa del capoluogo. Il loro impegno è costante, ed è mirato alla promozione e alla realizzazione di progetti di solidarietà sociale. Attivismo portato avanti anche nel periodo Covid dove le problematiche per l’associazione si sono inasprite.
Il lockdown
«Durante il lockdown- spiega Marco Turriziani di Verbene, genitore di un ragazzo con dei disturbi e lui stesso utente- i nostri ragazzi si sono sentiti come gli altri, in una situazione che, però, per tutti non era normale. Nella anormalità generale, quindi, loro si sono sentiti normali perché non erano più i soli a dover restare chiusi in casa. Ed in più, viste le impossibilità di tutti, non vivevano più il confronto con gli altri ragazzi. Si sono sentiti meno sollecitati e, quindi, non si rendevano più conto di non esser in grado di sostenere il paragone con le vite delle altre persone. La quarantena ha avuto un effetto stabilizzante in un momento di non vita. Una sorta di livellamento».
Maria Grazia Fanfarillo, presidente di Verbene, aggiunge: «Eravamo abituati a restare in casa. Nei periodi di acuzie, i familiari degli utenti si trovano in una condizione di tale difficoltà che sono bloccate in casa, perché temono per la salute dei loro figli e devono controllarli. Con il lockdown la nostra vita è cambiata in minima parte. I ragazzi con questi problemi, spesso sono in un isolamento sociale. Nel lockdown non erano più i soli a non uscire di casa. Era una cosa che accadeva a tutti».
La chat
Durante questo periodo Covid, non è stato possibile organizzare le moltissime iniziative che Verbene da anni porta avanti, come il laboratorio di scrittura creativa, diversi corsi di formazione, il gruppo auto-muto-aiuto o gli eventi ricreativi e conviviali. Così, in particolar modo durante la quarantena, è stato creato un gruppo su Whatsapp, per sorreggersi a vicenda. Come spiega la Fanfarillo: «Ci è bastato aprire una chat dei soci per rapportarci tra noi. Ed è stata una cosa graditissima, perché per chi è abituato ad avere pochissimo, è bastato questo piccolo gesto per sentirsi felice». «La chat è stata molto utile – aggiunge Turriziani- per stabilire un contatto tra di noi. Ed anche alle persone, per iniziare ad esprimersi meglio». Stesso discorso, forse ancor più importante, per i ragazzi: «Anche loro hanno delle chat dei laboratori a cui partecipano - illustra la presidente- E’ molto importante, perché così sono più autonomi. Riescono a conoscersi meglio ed anche ad organizzarsi per vedersi tra loro».
Lo stigma sociale
Nel loro racconto, i due membri di Verbene denotano come, ancora oggi, la società sia più portata a respingere che ad accogliere i ragazzi con disturbi psichiatrici e i loro familiari. «Ancora sento lo stigma sociale – spiega Fanfarillo- all'inizio, mi sono vergognata di avere un figlio con una malattia mentale. Questo perché temevo di esser incasellata in un certo modo. Spesso si pensa che se c’è una malattia simile, la colpa si trovi nella famiglia. Non è così. O anche la tara, pensando a chissà quale difetto genetico c’è. In questi aspetti, l’evoluzione della società è stata veramente minima. Questo, purtroppo, condiziona i percorsi anche per i ragazzi stessi. L’essersi costituiti in un'associazione e l’aver capito che non si è soli in questo problema - spiega la Fanfarillo- mi ha dato la forza di poter dire che sono la mamma di un paziente psichiatrico».
Sulla sanità pubblica, spiegano: «I problemi che riscontriamo sono legati soprattutto alla carenza di personale della sanità pubblica. Soprattutto per il fatto che non viene sostituito il personale che va in pensione. Come associazione - concludono- ci saremmo aspettati una maggiore valorizzazione».
Matteo Ferazzoli

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