Energia: l'Abb Sace prima industria a raggiungere la piena autonomia grazie al sole

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Una recente indagine dell’Associazione Consumatori rivela che il 90% delle famiglie, nel corso degli anni, non ha mai eseguito un check-up sul proprio impianto elettrico. Nè ha mai verificato differenze di temperatura potenzialmente riconducibili ad anomalie (o pericolosi sovraccarichi) sulla rete. Problemi non di poco conto se, con semplici aggiornamenti, si ha un risparmio del 30-35% dei consumi. Per non parlare, poi, di quanti kilowatt si bruciano (inutilmente) nelle stanze dei grandi edifici delle nostre città che, anche di notte, restano illuminate, pur essendo deserte. Insomma: quanta energia sprechiamo? 
I SITI INDUSTRIALI 
Questo discorso è oggi particolarmente avvertito nei siti industriali in cui il risparmio energetico è uno degli obiettivi primari. Leader nella ricerca di soluzioni in ambito industriale è la ABB Sace di Frosinone che, proprio per la sua attività di ricerca, è stata selezionata dal Ministero Sviluppo Economico come modello “Faro” per altre aziende che vogliono attivare interventi di trasformazione digitale nell’ambito della strategia Industry 4.0. Il primo passo della strategia di sostenibilità attivata nello stabilimento ABB di Frosinone è stata l’introduzione di nuove tecnologie in grado di identificare aree di miglioramento dell’efficienza energetica. Gli interventi realizzati dimostrano come un semplice upgrade del sistema di distribuzione dell’energia possa permettere una gestione attiva dei carichi elettrici e degli accumuli e, conseguentemente, di ridurre i costi della fornitura energetica. Per questo il Ministero ha riconosciuto la Abb Sace azienda leader nel settore. 
«Realizziamo tecnologie che aiutano i clienti a risparmiare energia, quindi vogliamo che la nostra produzione sia il più sostenibile possibile» spiega Massimiliano Cifalitti, responsabile del sito di Frosinone nonché Hub Europe Manager. 
IL PERSONALE
Il tutto affidato a maestranze giovanissime (età media 37 anni) che, negli ultimi mesi, sono aumentate di 200 unità. «Molti dei giovani che hanno già lavorato con noi – spiega Carlo De Angelis, responsabile delle Risorse Umane – sono cresciuti con noi, ciò ha permesso loro di acquisire una significativa esperienza e, quindi, di essere stabilizzati. Un processo favorito anche da ottime relazioni sindacali» conclude De Angelis.
E a loro è affidato il futuro dello stabilimento che, oggi, ha superato i 3 milioni di interruttori all’anno.
IL MINISTRO ANDREOTTI 
Un traguardo importante, forse insperato nel lontano 1969 quando l’allora ministro del Lavoro, Giulio Andreotti, pose la prima pietra. «Quando sono arrivato a Frosinone - spiega l’ing. Cifalitti - la domanda era da dove cominciare. Le nostre linee di produzione sono state realizzate in diversi momenti, nel corso di 50 anni». Nel giro di poco, l’efficienza energetica è però migliorata di oltre il 30%. 
«Ma il nostro obiettivo - aggiunge l’ing. Cifalitti - è raggiungere la piena autonomia entro quest’anno grazie ad un impianto fotovoltaico (con annesse batterie di accumulo) di 1,9 megawatt».
L’AUTOMAZIONE 
Dunque, un forte radicamento nelle tecnologie per l’automazione e un impegno sempre maggiore nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica: è questo il business italiano della multinazionale elvetico-svedese Abb, che, in Ciociaria, ha toccato il tetto dei mille dipendenti. Ed è in continua espansione. 
«Basti considerare - prosegue l’ing. Cifalitti - che l’85% della nostra produzione è rivolta ai mercati esteri». 
ASSEMBLAGGIO ASSISTITO
Un altro grande vantaggio di cui ora dispongono gli operatori di linea è l’intelligenza artificiale. Già tre anni fa a Frosinone era stato introdotto «Yumi», robot con due braccia, telecamere e mani sensibili. Soluzioni e performance innovative: motivi in più che hanno indotto il Ministero dello Sviluppo Economico ha selezionare questo sito come modello “Faro” per altre aziende.

Giovedì 13 Maggio 2021, 23:06 - Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 23:18
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