CORONAVIRUS

Test sierologici, primo caso positivo tra il personale sanitario in Ciociaria: un altro contagio e due morti

Sabato 16 Maggio 2020 di Pierfederico Pernarella

Ci sono voluti oltre 370 test sierologici per scoprire il primo caso positivo alla presenza di anticorpi al coronavirus nel personale sanitario della provincia di Frosinone. La notizia è stata data dalla Regione Lazio sul portale Salute Lazio.  Come da prassi la persona ora dovrà essere sottoposta al tampone naso-faringeo.

La giornata di oggi conta intanto un nuovo caso positivo e due morti: una donna di 92 anni e un uomo di 85 anni, entrambi con patologie pregresse. Inoltre, 11 persone sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 

L’epidemia continua quindi la sua fase di arresto, ma il virus da qualche tempo comincia a farsi sempre più sfuggente e in provincia di Frosinone si registra il primo caso di contagio dall’estero portato in Italia dopo la fase di lockdown. Nella giornata di ieri nella Asl di Frosinone si è registrato solo un nuovo caso positivo e non ci sono stati decessi. 

Il nuovo contagio è riferito al caso di un giovane di Cassino tornato un paio di giorni fa dall’Olanda. Il ragazzo, come prevedono le disposizioni per chi rientra dall’estero, è rimasto in quarantena domiciliare. Ma subito ha cominciato a manifestare sintomi sospetti e quindi è stato sottoposto al tampone da cui è emersa una positività, anche se debole. Si tratta del primo caso registrato in Ciociaria di virus importato da un altro paese dopo la fase acuta dell’emergenza. 

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Il caso dei fidanzati -  Per il resto i nuovi positivi continuano ad essere legati a situazioni pregresse, quando c’era ancora il blocco, come il caso della ragazza frusinate che nei giorni scorsi ha incontrato il fidanzato proveniente dalla provincia di Caserta. I due si sono visti a Cassino dove entrambi frequentano l’università. Il giorno seguente lei ha fatto un tampone perché un suo familiare era stato contagiato dal coronavirus: l’esame sarebbe poi risultato positivo. Ma intanto il fidanzato aveva incontrato un gruppo di amici del paese. Per cui è scattata la quarantena per una trentina di persone.

Falsi negativi - Gli effetti delle riaperture e dell’allentamento dei divieti a partire dal 4 maggio potranno essere valutati verosimilmente dalla prossima settimana. Questo sarà un banco di prova fondamentale. Ma se per ora il virus è in ritirata, allo stesso tempo si sta facendo anche più imprendibile. In provincia di Frosinone si sono registrati casi di pazienti in cui il tampone ha dato risultato negativo, ma il successivo esame con la Tac ha fatto emergere la presenza di un’infezione a livello bronchiale che potrebbe essere ricondotta al coronavirus. 

Come si spiega il fenomeno? Al netto dell’attendibilità non assoluta dei tamponi (infatti se ne fanno due a distanza di tempo), un medico dello “Spaziani” spiega che potrebbe essere diminuita la carica infettante del virus per cui il prelievo naso-faringeo spesso non è sufficiente a rilevare l’infezione che si manifesta soprattutto a livello bronchiale. Infezione che, al contrario, non può sfuggire alle Tac. Per tale ragione anche nell’ospedale del capoluogo sono state istituite delle cosiddette “aree grigie” dove posizionare, in attesa di tutti gli accertamenti, i pazienti con sintomi sospetti. 

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Test sierolgici - I cittadini che volessero sottoporsi al test della sieroprevalenza possono farlo, a pagamento, presso i laboratori accreditati a livello regionale. Nel caso in cui il test sierologico dovesse risultare positivo, si dovrà contattare il proprio medico di medicina generale che invierà una ricetta dematerializzata per l’effettuazione del tampone. 

Tamponi drive-in - Nella provincia di Frosinone i drive-in sono dislocati presso i presidi ospedalieri di Frosinone (dalle ore 9 alle ore 18 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 14 il sabato), di Cassino (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13) e di Sora (martedì e giovedì dalle 9 alle 13).

Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA