Quirinale, vertice del centrosinistra: «Si ragiona su candidatura Riccardi». Letta: «Ruolo Draghi fondamentale»

Secondo Matteo Renzi invece non ha chance: «Credo che non abbia nessuna possibilità di essere eletto»

Quirinale, il vertice del centrosinistra
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Domenica 23 Gennaio 2022, 12:23 - Ultimo aggiornamento: 18:36

Quirinale. Dopo due ore di discussione e a un giorno dal primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato, dal vertice del centro-sinistra (Pd, M5s e LeU) svoltosi satamattina sono uscite due cose: il nome di Andrea Riccardi, ex ministro e fondatore di Sant'Egidio, come possibile candidato di bandiera ma in realtà un rafforzamento della candidatura di Mario Draghi se il centrodestra dovesse dargli a sua volta il via libera.

In questo momento è in corso l'Assemblea dei grandi elettori del Pd che è stata preceduta da un incontro fra il segretario del Pd Enrico Letta e i ministri Lorenzo Guerini, Andrea Orlando e Dario Franceschini. Poi, l'assemblea in cui Letta ha parlato di Draghi come di una persona fondamentale. «Siamo tutti consapevoli del ruolo fondamentale che Draghi sta svolgendo, in Italia, in Europa e nel mondo», ha detto Enrico Letta aprendo la riunione dei grandi elettori Pd.

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«Si ragiona su candidatura di Riccardi»

Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte, coi rispettivi capigruppo, hanno concordato su punti già noti: serve una candidato di alto profilo non legato a una parte politica e bisogna tenere in piedi il governo per non andare a elezioni politiche anticipate. Sarà decisivo un tavolo con gli altri gruppi parlamentari che dovrebbe tenersi nelle prossime ore. Ma non è detto che l'accordo non arrivi fra due o tre giorni come ha detto Matteo Renzi su Rai3. Il nome su cui il centrosinistra potrebbe puntare per ora è quello di Andrea Riccardi, storico, docente universitario, già ministro e, come detto, fondatore della comunità di Sant'Egidio. Oggi al vertice Letta, Speranza e Conte hanno deciso di tenerlo al riparo e non "bruciarlo" nelle prime votazioni. Probabile dunque che si vada alla scheda bianca, in attesa di un'intesa politica. Il fondatore di Sant'Egidio deve tuttavia superare lo scoglio Salvini.

 

Il profilo

Non è un mistero che la sua impostazione nelle politiche migratorie è radicalmente divergente da quella del leader leghista. Riccardi dunque ben difficilmente può superare il veto di gran parte del centro-destra ammesso che questa coalizione continui a muoversi in modo coordinato. In realtà il messaggio non scritto inviato dal centr-sinistra è un rafforzamento dell'ipotesi Draghi. Lo stesso Conte al termine della riunione di questa mattina ha sottolineato che su Draghi non c'è un veto M5s. «Non poniamo veti, facciamo proposte», ha spiegato il leader pentastellato. Conte ha dunque molto ridimensionato la sua richiesta che il premier resti a Palazzo Chigi. Decisivo è l'orientamento che sta emergendo nei gruppi parlamentari M5s che intendono evitare le elezioni anticipate a tutti i costi e che cominciano a vedere nell'elezione di Draghi al Colle una sorta di assicurazione anche per la prosecuzione del governo fino al 2023, con altro premier ovviamente.

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La nota dopo il vertice

«Nell'incontro delle delegazioni M5s, Pd e LeU, tenutosi questa mattina alla Camera dei Deputati, si è preso atto con soddisfazione del venir meno della candidatura più rappresentativa dell'intero centrodestra - si legge nella nota diffusa al termine dell'incontro tra le delegazioni Pd, M5S e Leu -. Quanto avvenuto conferma che in questo Parlamento nessuno da solo elegge il Presidente della Repubblica. Come abbiamo sempre sostenuto, servono candidati di alto profilo, largamente condivisi e che siano in grado di rappresentare non una parte ma tutti gli italiani, a maggior ragione in questo particolare e difficile momento per il Paese. Nelle prossime ore - conclude la nota - promuoveremo i confronti necessari per arrivare ad un tavolo con tutti i gruppi parlamentari al fine di individuare il nome condiviso. Si è deciso che le delegazioni congiunte di M5s, Pd e LeU siano convocate in via permanente. Nella riunione di domani mattina sarà concordato il comportamento per la prima votazione».

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«Sì, sono molto soddisfatto. È andata bene - ha detto Giuseppe Conte -. Trovare un nome condiviso col centrodestra? Io sono sempre ottimista, quando si lavora per gli interessi del Paese lo sono ancora di più. È sicuramente un passo avanti il venir meno della candidatura del fondatore del centrodestra, quindi la loro candidatura più rappresentativa. Questo è un passaggio per noi importante perché significa che abbiamo adesso la prospettiva concreta di poter avviare contatti, interlocuzioni con le altre forze politiche e in particolare il centrodestra, per poter poi arrivare a un tavolo e condividere la scelta finale». Quando stamattina è arrivato a Montecitorio, dopo aver salutato gli altri leader, si è allontanato spiegando di dover vedere brevemente la delegazione M5s al gruppo. Prima del vertice, in un tweet, il segretario del Pd, Enrico Letta, ha spiegato che non sarebbe partita «nessuna proposta alla Lega. Per chiarezza e trasparenza noi affrontiamo questo difficile passaggio coi nostri alleati. Coi quali a partire da oggi, dopo la fine della candidatura di Berlusconi che aveva bloccato fino a ieri tutto, concorderemo nomi e proposte».

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Renzi: Riccardi non ha chance

«Andrea Riccardi è una persona straordinaria. Io credo che non abbia nessuna possibilità di essere eletto. I 5 Stelle lo vogliono come candidato di bandiera per stare sui giornali ma qui il punto è chi fa il presidente, non il candidato di bandiera». Così Matteo Renzi a In mezz'ora in Più.

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