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Spread in calo sotto quota 150, Borsa in rialzo dopo la nascita del governo

Mercoledì 4 Settembre 2019
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Governo, spread a 151: ottimismo dopo ok a nuovo governo
La Borsa di Milano chiude la seduta in rialzo nel giorno nel giorno in cui il premier, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per presentare la squadra del nuovo Governo che giurerà domani. L'indice Ftse Mib guadagna l'1,58% a 21.737 punti, mentre lo spread è sceso a 148 punti, in netto calo dai 161 punti della chiusura di ieri e dopo un minimo a quota 147. In discesa, su nuovi record, il rendimento del Btp decennale che ha chiuso allo 0,82% dallo 0,90% della vigilia.

Lo spread tra Btp e Bund, uno dei termometri della fiducia dei mercati in un Paese, non è mai stato così basso per i nuovi governi tenuti a battesimo nell'ultimo decennio. A 8 anni di distanza, dalla situazione ereditata dal governo di Mario Monti con lo spread arrivato addirittura a toccare il record di 574 punti base, il Conte-bis parte decisamente avvantaggiato da questo punto di vista, forte di uno spread sceso ormai alla soglia dei 150 punti.

In crescita anche le altre piazze europee. Londra ha registrato il rialzo più contenuto, dello 0,59%, risentendo dell'incertezza politica, dopo che il Parlamento inglese ha approvato la legge che impedirà la Brexit senza accordo, mettendo così in difficoltà il premier, Boris Johnson. Sullo sfondo rimane uno scenario di politica monetaria accomodante da parte della Bce, ribadita dal futuro numero uno dell'Eurotower, Christine Lagarde.

A Piazza Affari si sono mosse al rialzo le azioni delle banche, beneficiando dell'andamento dei titoli di stato italiani, con il rendimento dei decennali piombato ai nuovi minimi dello 0,82%. Si sono inoltre distinte le Atlantia (+5,9%), sulla scommessa che il nuovo Governo opterà per una revisione delle concessioni autostradali, più che per una revoca tout court. Hanno inoltre fatto bene le azioni di Pirelli (+5,4%) e le Fca (+2,3%), quest'ultime sempre sull'ipotesi che si sia aperto un margine per un'operazione con Renault, soprattutto se verranno rivisti gli accordi della casa francese con il partner giapponese Nissan.

Dopo la frenata della vigilia hanno rialzato la testa le Cnh (+3%), all'indomani della presentazione del piano industriale al 2024 che prevede lo scorporo di Iveco. Come nel resto d'Europa sono andate bene le azioni del lusso.
Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 12:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA