Ita, scontro al vertice sulla privatizzazione: 6 consiglieri su 9 pronti a dimettersi

Scoppia il caso advisor. Anche la maggioranza di governo irritata

Ita, scontro al vertice sulla privatizzazione: 6 consiglieri su 9 pronti a dimettersi
di Umberto Mancini
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 11:54 - Ultimo aggiornamento: 15:55

Dimissioni a raffica nel cda di Ita Airways. Ad un passo dalla privatizzazione, scoppia il caso advisor. La scelta del presidente Altavilla di nominare i consulenti per la vendita sarebbe stata contestata da almeno sei consiglieri su nove in quanto non legittima e fuori del perimetro dei poteri del vertice. Ma facciamo un passo indietro. La compagnia aerea a gennaio, proprio su spinta del presidente esecutivo Altavilla,  si era  dotata di tre consulenti per la vendita, o almeno così aveva annunciato, indicando Jp Morgan e Mediobanca per la parte finanziaria e lo studio Grande Stevens per quella legale.  

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Con una spesa complessiva, secondo indiscrezioni non confermate, di circa 4  milioni. Una cifra che, una volta illustrata dal vertice, aveva suscitato non poche perplessità nel board. Con tanto di richieste di chiarimento e l’invito a considerare bene una decisione così importante. Anche perchè - fecero notare nel cda alcuni consiglieri - è il  Tesoro,  azionista unico del vettore, che deve indicare gli advisor e non la società oggetto di vendita. Una questione, sollevata circa 14 giorni fa, ma che era stata poi accantonata in attesa delle mosse del Mef. Un paio di giorni fa, come noto, il Tesoro ha indicato in maniera ufficiale, i suoi advisor: Equita e lo studio legale internazionale Gianni Origoni. Alla luce di questa novità molti consiglieri hanno sollevato nuovamente il caso, mettendo sul tavolo le dimissioni in aperta polemica con Altavilla.  Il rischio è che la Corte dei conti chieda ragione di questa possibile duplicazione di spesa per le casse dello Stato. I consiglieri, sempre secondo indiscrezioni, avrebbero chiesto ad Altavilla di fare marcia indietro, revocando gli advisor. Una mossa per bloccare un esborso rilevante e sopratutto ridonante - un doppione appunto - visto che Il Tesoro ha già messo in campo i propri consulenti. 
Anche il Tesoro, molto contrariato per questa vicenda, ha fatto chiaramente intendere che spetta solo al dicastero gestire la privatizzazione e valutare i piani dei pretendenti. E che lo farà seguendo i dettami della legge sulle privatizzazioni e del Dpcm varato dal governo. Irritata anche la maggioranza di governo.

 

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