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I colossi petroliferi in fuga dalla Russia dopo decenni di affari

I colossi petroliferi in fuga dalla Russia dopo decenni di affari
2 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 09:30

(Teleborsa) - Si allunga la liste delle compagnie petrolifere che stanno annunciando la vendita di partecipazioni nei colossi russi del settore, nelle joint venture e in importanti progetti di sviluppo per il transito di petrolio e gas. Dopo la scelta di BP di uscire dal capitale di Rosneft, arrivata durante il weekend, nella giornata di ieri sono arrivate decisioni analoghe dal Shell ed Equinor. Le major petrolifere hanno fatto grandi affari nell'industria energetica post-sovietica, che offriva l'accesso ad alcuni dei giacimenti più grandi e redditizi del mondo. La Russia è infatti il fornitore di circa il 10% del petrolio mondiale e di oltre il 15% del gas. Ora gli occhi sono puntati su TotalEnergies ed Exxon, che potrebbero annunciare provvedimenti simili.

La compagnia petrolifera britannica Shell ha annunciato l'intenzione di uscire dalle sue joint venture con Gazprom e entità correlate, inclusa la sua partecipazione del 27,5% nell'impianto di gas naturale liquefatto Sakhalin-II, la sua partecipazione del 50% nella Salym Petroleum Development e l'impresa energetica di Gydan. Shell intende anche porre fine al suo coinvolgimento nel progetto del gasdotto Nord Stream 2. "La nostra decisione di uscire è quella che prendiamo con convinzione - ha affermato l'amministratore delegato Ben van Beurden - Non possiamo - e non lo faremo - restare a guardare". Alla fine del 2021, Shell aveva circa 3 miliardi di dollari di attività non correnti in queste iniziative in Russia e prevede che la decisione di avviare il processo di uscita dalle joint venture con Gazprom porterà a svalutazioni.

Equinor, azienda norvegese del petrolio controllata dallo stato, ha deciso di interrompere i nuovi investimenti in Russia e di avviare il processo di uscita dalle joint venture nel paese. "Nella situazione attuale, consideriamo la nostra posizione insostenibile - ha commentato Anders Opedal, presidente e CEO di Equinor - Ora fermeremo i nuovi investimenti nelle nostre attività russe e avvieremo il processo di uscita dalle nostre joint venture in modo coerente con i nostri valori. La nostra priorità assoluta in questa difficile situazione è la sicurezza e la protezione delle nostre persone"

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