Gas, Descalzi: «Fatto tutto il possibile, ma solo stoccaggi al 100% coprono i picchi dell'inverno»

Gas, Descalzi: «Fatto tutto il possibile, ma solo stoccaggi al 100% coprono i picchi dell'inverno
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Lunedì 3 Ottobre 2022, 17:49 - Ultimo aggiornamento: 20:40

Gas, come affronterà l'Italia l'inverno che ormai è alle porte. Ci saranno carenze energetiche sul territorio? A parlare della situazione gas è stato l'ad di Eni, Claudio Descalzi al termine della cerimonia degli Eni Award che si è svolta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Noi abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva» e l'Italia «ha fatto un grosso sforzo».

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«Una volta che abbiamo gli stoccaggi pieni possiamo passare alla solidarietà. Dobbiamo arrivare agli stoccaggi pieni per questo inverno. Più sono saturi, vicini al 100%, più riusciremo a mantenere i picchi invernali». Ad affermarlo è l'ad di Eni, Claudio Descalzi a margine della cerimonia al Quirinale degli Eni Award. L'Italia in questo momento, sottolinea Descalzi, «ha gas. L'hub italiano è a 130-140 euro a megawattora mentre il Ttf sta a 180-200 euro. Questo è legato al fatto che l'offerta supera la domanda. E che gli stoccaggi sono alti. Questi metri cubi in più che stiamo portando stanno anche andando verso i mercati che hanno prezzi più attraenti e questo è un problema che dobbiamo risolvere. Dobbiamo cercare arrivare fino al 100% degli stoccaggi, dobbiamo sfruttare questo momento. Gli stoccaggi - osserva l'ad di Eni - sono stati organizzati molto bene dal Governo attraverso il Gse e Snam. Quindi deve essere comprato. Dobbiamo evitare che il nostro sforzo non diventi un bellissimo sforzo di solidarietà che va anche bene ma una volta che abbiamo gli stoccaggi pieni possiamo passare alla solidarietà». Negli ultimi 4 inverni, osserva l'ad di Eni, «abbiamo dei picchi che sono durati 3-4 giorni. Non sono tantissimi ma dagli stoccaggi abbiamo dovuto dare dai 110 a 130 mln di metri cubi aggiuntivi. Più gli stoccaggi saranno pieni più andremo a coprire un periodo più lungo».

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Il tema rigassificatori

È chiaro, sottolinea l'ad di Eni, «che il contributo addizionale di quel gas russo» che arriva a Tarvisio «e che speriamo ritorni è fondamentale. Sono circa 20 milioni di metri cubi al giorno che sono circa il 9-10% delle forniture che stanno arrivando in Italia». Inoltre, osserva Descalzi, «è importante che i rigassificatori funzionino, che non ci siano problemi tecnici nelle produzioni in Algeria o in Egitto. Ci sono tante le variabili». Ecco perché, spiega ancora Descalzi, «un sistema energetico deve essere in ridondanza. Non solo nel supply ma anche nelle infrastrutture perché siccome parliamo di fatti tecnici operativi e non geopolitici possono esserci delle interruzioni dalla Libia. È successo. Dall'Algeria possono succedere. Ecco perché serva la ridondanza che deve essere sia in termini di geografia che in termini di rigassificatori». Attualmente, aggiunge, «il grosso sforzo lo abbiamo fatto con i tubi dall'Algeria e quello della Libia cercando di mantenere i flussi durante una soluzione non semplice. Però il resto verrà dal Gnl. Se non avremo questi rigassificatori il gas che viene dall'Angola, dalla Nigeria da fine 2023, dal Mozambico, dall'Egitto andrà da altre parte. Nei paesi in cui ci sono i rigassificatori». Per Descalzi, quindi, si tratta «di un'equazione con tanti variabili. L'Italia ha fatto un grosso sforzo», sottolinea Descalzi.

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