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Decreto rilancio, niente Imu per alberghi e stabilimenti balneari. Taglio Irap, platea più larga

Manovra, niente Imu per alberghi e stabilimenti balneari. Taglio Irap, platea più larga
di Andrea Bassi Luca Cifoni
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Maggio 2020, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 12:33

Scritto, riscritto, corretto. Poi più volte emendato dalla Ragioneria generale dello Stato per la mancanza di coperture. Come per la Cassa integrazione. Con il ministero del Lavoro che ha difeso a spada tratta l'allungamento a 18 settimane dell'assegno, e i tecnici del Tesoro che hanno provato a fermarlo a 14 settimane. Comunque sia, dopo un mese di una difficilissima gestazione, il testo del provvedimento dovrebbe aver preso la sua forma quasi definitiva. Ieri sera è stato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a dire che «tutti i nodi politici sono sciolti». Il consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi il provvedimento. Ci saranno meno Imu e Irap, contributi a fondo perduto e aiuti alla ricapitalizzazione.

Decreto rilancio: stop rata Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni. Sconto Imu per alberghi



Il pacchetto imprese, del resto, è al centro del decreto rilancio. La cancellazione della rata di saldo e acconto dell'imposta regionale sulle attività produttive, dovuta nel prossimo mese di giugno, era stata pensata per le imprese di medie dimensioni, quelle con fatturato compreso tra i 5 e i 250 milioni, con l'esclusione di banche e intermediari finanziari. Nella serata di ieri però è stata confermata la possibilità di estendere l'agevolazione anche ai soggetti più piccoli, quelli fino a 5 milioni di ricavi che sono destinatari dei contributi a fondo perduto. É saltato anche il vincolo, inizialmente stabilito, di aver subito ad aprile di quest'anno una riduzione del fatturato pari ad almeno il 33 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Si tratta quindi di un intervento certamente significativo che risponde alla richiesta di Confindustria e delle altre associazioni datoriali, e a questo punto nella versione finale lascerebbe fuori solo le imprese più grandi.

Sempre sul fronte fiscale un aiuto specifico viene destinato al settore turistico, con l'abolizione della rata di giugno dell'Imu per pensioni e alberghi, a condizione che il proprietario dell'immobile sia anche il gestore, e per gli stabilimenti balneari. Una boccata d'ossigeno per il comparto, devastato dagli effetti della recessione Covid: lo sgravio vale 163 milioni, una buona parte dei quali dovrà essere restituita dallo Stato ai bilanci dei Comuni.

LE SEMPLIFICAZIONI

Nel testo è stato inserito un capitolo appalti, con l'obiettivo di velocizzare gli investimenti pubblici in questa fase complicata. Parecchi gli interventi sul codice del 2016; i più rilevanti riguardano la possibilità per le amministrazioni di accordare alle imprese un anticipo fino al 30 per cento, anche aggiuntivo rispetto a quello già eventualmente concesso, la riduzione della garanzia richiesta per partecipare alle gare e l'allargamento dei casi in cui è possibile l'esecuzione del contratto in via d'urgenza, quindi prima che siano effettuate le verifiche formali sui requisiti. Tutte mosse che nelle intenzioni dovrebbero far ripartire i cantieri, dopo che l'impatto del lockdown si è sommato ai ritardi cronici del nostro sistema.

Intanto c'è l'accordo politico (ancora però da tradurre in un articolato) su un'altra norma importante: l'aumento al 110 per cento della percentuale di detrazione delle spese per riqualificazione energetica o prevenzione sismica, i cosiddetti ecobonus e sismabonus. Dovrebbe essere saltato il requisito di effettuare contemporaneamente le due tipologie di lavori, che avrebbe limitato l'utilizzabilità. Per quanto riguarda l'efficienza energetica,, la condizione per fruire della detrazione massima è che l'immobile, se attualmente di classe inferiore a C, faccia lavori tali da garantire un salto di due classi (ad esempio da G a E) mentre il passaggio richiesto è solo di una classe se quella attuale è almeno C. Arrivano degli aiuti anche per i bar e i ristoranti, che dal prossimo 18 maggio dovrebbero riaprire. Per garantire il distanziamento sociale potranno posizionare tavolini all'esterno senza la necessità di chiedere autorizzazioni. E saranno anche esenti dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Nonostante i 55 miliardi del decreto, le voci critiche sono molte. Tra queste anche quella dei sindaci delle grandi città turistiche che ieri hanno inviato una lettera al governo per chiedere di rivalutare la situazione dei Comuni.

 
 
 
 
 

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