Decreto reclutamento in arrivo, bozza di 20 articoli: cosa prevede

Decreto reclutamento in arrivo, bozza di 20 articoli: cosa prevede
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Venerdì 4 Giugno 2021, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 16:11

Venti in tutto gli articoli del decreto Reclutamento, per l'assunzione nella Pa delle figure professionali necessarie ad attuare il Piano di Ripresa e resilienza. Il testo della bozza - ancora suscettibile di modifiche - è oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri e comprende una serie di norme che vanno dai contratti di apprendistato per i giovani diplomati all'assunzione a tempo determinato - massimo 5 anni - di tecnici e professionisti necessari per l'attuazione dei progetti, da collocare presso le strutture di Governance ed Enti locali.

Cuore del Dl, la riforma delle procedure di selezione, con concorsi semplificati e digitalizzati da chiudersi in 100 giorni, nuove risorse per l'apprendistato e banche dati per individuare professionisti altamente qualificati tramite il portale unico.

I NUMERI DELLE ASSUNZIONI - Previste oltre 24mila assunzioni a termine nella PA da qui al 2026: la gran parte (16.500) per l'ufficio del processo, 5.410 persone per il personale amministrativo della Giustizia, 1.000 persone a supporto degli Enti locali per la gestione di procedure complesse, 269 per la transizione digitale, 67 per l'Agenzia per l'Italia digitale. Il decreto prevede che 500 persone vengano assunte immediatamente con un concorso rapido, che prevede un solo orale, per coordinare, attuare e controllare il PNRR, cui si aggiungono altri 300 per la Governance del recovery.

PREVISTO ANCHE L'APPRENDISTATO - Stanziati 700 mila euro per contratti di apprendistato a favore di diplomati, universitari e chi frequenta corsi di specializzazione o master di secondo livello, l'acquisizione di "competenze di base e trasversali" nell'ambito di "specifici progetti di formazione e lavoro" nelle PA. Tali risorse vanno ad aggiungersi ai 300 milioni già stanziati per l'attivazione di 100 borse di studio nella PA entro il 2021.

OK RADDOPPIO TETTO INCARICHI ESTERNI - Secondo la bozza, le amministrazioni impegnate nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, "possono derogare, fino a raddoppiarle, le percentuali" massime per il conferimento di incarichi esterni "ai fini della copertura delle posizioni dirigenziali vacanti relative a compiti strettamente e direttamente funzionali all'attuazione degli interventi del Piano". "Gli incarichi - puntualizza il testo - possono essere conferiti solo qualora le professionalità necessarie non siano rinvenibili nei ruoli delle amministrazioni, trovano copertura e limiti nelle facoltà assunzionali, rimangono in vigore fino alla naturale scadenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2026".

AVANZAMENTI CARRIERE SELETTIVI E FASCE MERITO - I dipendenti pubblici, "con esclusione dei dirigenti e del personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali. La contrattazione collettiva individua, a valere sulle facoltà assunzionali, una ulteriore area per l'inquadramento del personale di alta specializzazione". Le "progressioni all'interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in funzione delle capacità culturali e professionali, della qualità dell'attività svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l'attribuzione di fasce di merito". Nel testo si precisa che "fatta salva una riserva di almeno il 50% delle posizioni disponibili destinata all'accesso dall'esterno, le progressioni fra le aree avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni di servizio, dell'assenza di provvedimenti disciplinari, del possesso di titoli professionali e di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l'accesso all'area, nonchè dal numero e della tipologia degli incarichi rivestiti".

I Piani integrati (di durata triennale e che dovranno essere elaborati entro il 31 dicembre prossimo oltre ad essere aggiornati annualmente) dovranno prevedere "modalità di monitoraggio degli esiti, con cadenza periodica anche attraverso rilevazioni della soddisfazione dell'utenza". Obiettivo "assicurare la qualità e la trasparenza dell'attività amministrativa e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese". Nel caso di mancata adozione del Piano, vengono confermate le attuali sanzioni: "divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti che risultano avere concorso alla mancata adozione del Piano, per omissione o inerzia nell'adempimento dei propri compiti" e divieto per l'amministrazione di procedere a "assunzioni di personale o al conferimento di incarichi di consulenza o di collaborazione".

 

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