Dl aiuti 4, le misure dal tetto al contante fino a 5mila euro al Superbonus al 90% (con condizioni)

Approda oggi in Consiglio dei ministri il decreto Aiuti Quater da 9,1 miliardi di euro chiamato a prorogare fino a fine dicembre una serie di misure contro il caro-energia avviate dal governo Draghi

Tetto al contante a 5mila euro, bollette a rate per le imprese e Superbonus al 90%: ecco il Dl Aiuti
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Giovedì 10 Novembre 2022, 14:26 - Ultimo aggiornamento: 21:23

Proroga dei crediti di imposta e dello sconto benzina, ma anche bollette a rate per le imprese, premi aziendali esentasse fino a 3mila euro e innalzamento del tetto al contante. Cui si aggiungono lo sblocco delle trivelle e, a sorpresa, la revisione del Superbonus. Il decreto aiuti quater, che sfrutta tutto il tesoretto di 9,1 miliardi di extragettito certificati dalla Nadef, conferma una serie di misure già in qualche modo annunciate sul fronte del caro-energia, ma anche qualche extra dell'ultimo minuto. Il decreto, il primo provvedimento economico firmato dal nuovo governo, arriva in cdm in serata, al termine di una lunga giornata per la premier Giorgia Meloni dominata dallo scontro con la Francia sui migranti.

Bollette, dal governo Meloni misure per 9 miliardi: si lavora sulla rateizzazione

Le proroghe

Nella bozza, circolata nel primo pomeriggio, figurano innanzitutto le proroghe, fino alla fine dell'anno, dei crediti di imposta per le imprese energivore e della riduzione delle accise della benzina (sarebbe scaduto il 18 novembre, viene spostato al 31 dicembre): due misure che complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi. Per aiutare le imprese a fronteggiare il caro-bollette arriva anche la possibilità di chiedere un pagamento a rate: la misura, finanziata attraverso un fondo del Mef che passa da 2 a 5 miliardi, è destinata alle «imprese residenti in Italia» e concede la possibilità di rateizzare (con un massimo di 48 rate mensili) le somme eccedenti l'importo medio contabilizzato nell'intero 2021 per i consumi effettuati dal primo ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 31 dicembre 2023; la rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive ed è possibile ottenere la garanzia di Sace (a condizione - si indica in un passaggio ancora in via di valutazione - che l'impresa non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni). Viene inoltre innalzata da 600 a 3mila euro la soglia dei premi esentasse che le imprese potranno concedere ai dipendenti come 'fringe benefit' per pagare le bollette. 

 

Contante a 5mila euro

Arriva anche il già annunciato aumento del tetto al contante su cui la Lega aveva presentato una proposta di legge (per portarlo a 10mila euro): l'attuale soglia di 2mila euro viene alzata a 5mila, modificando l'attuale normativa in base alla quale dal primo gennaio il tetto sarebbe stato ridotto a mille euro. Vengono anche stanziati 80 milioni per il 2023 per aiutare i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate: sostegno che arriverà come credito di imposta al 100% della spesa sostenuta e fino a 50 euro per ogni registratore di cassa telematico acquistato.

Superbonus e trivelle

E se il Gestore dei servizi energetici (Gse) avrà più tempo per acquistare, stoccare e rivendere a prezzi calmierati il gas per contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti (il termine del 31 dicembre slitta al 31 marzo, mentre viene dato tempo fino al 15 aprile per rimborsare lo Stato del prestito per compensare gli acquisti fino a 4 miliardi), sul fronte del gas il governo va avanti anche sul tema trivelle con l'obiettivo di aumentare la produzione: ok al rilascio di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia e alla perforazione nelle concessioni «poste nel tratto di mare compreso tra il 45esimo parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po». Proprio l'area davanti al Polesine.

Su cui però c'è già il no del governatore leghista del Veneto Zaia. Solleva più di qualche malumore nella maggioranza anche la revisione del Superbonus, che spunta nel dl anziché come previsto in manovra: la norma, anche in questo caso ancora in valutazione nella bozza, non risolve il problema dei crediti incagliati ma abbassa nel 2023 la percentuale dello sconto dal 110% al 90%. Il taglio vale sia per i condomini che per le villette, che sarebbero altrimenti rimaste del tutto escluse dal bonus, ma purché siano abitazione principale e purché il proprietario abbia un reddito inferiore ai 15.000 euro (soglia variabile in base ad una sorta di quoziente familiare). Per chi però ha già iniziato i lavori portandone a termine il 30% entro settembre di quest'anno, il bonus resta super al 110% fino al 31 marzo 2023.

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