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Dal bonus 200 euro al taglio dell'Iva sui prodotti alimentari essenziali: 11,5 miliardi nel Decreto Aiuti bis

Nel provvedimento anche la proroga dello sconto benzina fino a settembre

Aiuti bis da 11,5 miliardi. Il governo cerca il mix tra tagli dell Iva e bonus
di Luca Cifoni
4 Minuti di Lettura
Martedì 26 Luglio 2022, 08:35

Oggi una riunione del Consiglio dei ministri che farà il punto sulle cifre del cosiddetto assestamento di bilancio e i primi incontri con le associazioni di imprenditori. Domani mattina la riunione con i sindacati e nel pomeriggio quello con altre sigle datoriali. Il punto di arrivo è il decreto Aiuti bis che verrà approvato all'inizio di agosto. Il principale nodo da sciogliere riguarda il mix tra la proposta di proroga del bonus 200 euro e il piano di riduzione dell'Iva sui prodotti alimentari essenziali. Al ministero dell'Economia e a Palazzo Chigi si sta valutando la possibilità di inserire nel testo entrambe le misure, anche se alla fine i vincoli finanziari potrebbero far considerare le due proposte in alternativa tra loro.

Dl aiuti, si fa strada l'ipotesi di proroga a taglio accise sui carburanti

LA CIFRA

La dote da cui parte la discussione è al momento di 11,5 miliardi: è questa la cifra che dovrebbe essere formalizzata nel disegno di legge di assestamento di bilancio. Si tratta delle risorse in più che il governo si ritrova grazie alle entrate fiscali migliori rispetto alle previsioni e a qualche voce di spesa che risulta sottoutilizzata. Dunque si possono utilizzare senza compromettere gli obiettivi di deficit fissati questa primavera con il Documento di economia e finanza: non ci sarà bisogno insomma di fare nuovo disavanzo, quello scostamento di bilancio sollecitato dalle forze politiche, sul quale però il presidente del Consiglio ha sempre espresso contrarietà. E sempre Draghi fa oggi un'altra richiesta: tutti i contenuti del nuovo provvedimento - che il governo dovrà approvare e poi far convertire in legge durante la fase di disbrigo degli affari correnti - dovranno essere condivisi dalle forze politiche dell'ex maggioranza.
Non ci dovrebbe essere spazio quindi per misure-bandiera, né nella fase di stesura del provvedimento e neppure in quella dell'esame parlamentare, prevista per settembre alla vigilia del voto politico. Il decreto Aiuti bis sarà di fatto - salvo emergenze - l'ultimo provvedimento di rilievo ad essere adottato dal governo dimissionario, che ha esplicitamente indicato questo capitolo tra quelli inclusi nel perimetro di azione dell'ordinaria amministrazione.

Di certo nel testo entrerà la conferma anche per l'ultimo trimestre dell'anno della riduzione degli oneri di sistema che gravano sulle bollette di elettricità e gas, in modo da scongiurare un ulteriore scatto dei prezzi a partire dal primo ottobre. Sarà poi affrontato il tema delle accise: con un decreto dei ministeri dell'Economia e della Transizione ecologica l'attuale sconto di 30 centesimi su gasolio e benzina è già stato prorogato fino al 21 agosto, sempre attingendo alla maggiore Iva indotta proprio dalla crescita dei prezzi: una norma del 2007 permette ai due dicasteri di agire autonomamente, nell'ambito dei fondi disponibili. Con il prossimo provvedimento, che ha forza di legge, la riduzione di prezzo potrebbe essere ulteriormente confermata fino alla fine di settembre.

Ci sono poi il capitolo dell'Iva e quello della eventuale nuova edizione del bonus 200 euro per lavoratori e pensionati. Nel primo caso si tratta di azzerare l'attuale imposta al 4 per cento su una serie di prodotti essenziali a partire da pane e pasta, e di dimezzare quella che oggi si applica al 10 per cento su altri come carne e pesce. L'obiettivo è rendere questa misura selettiva, nel senso di tralasciare i beni che pur avendo un'aliquota agevolata non si possono considerare esattamente vitali: in ogni caso il beneficio si spalmerebbe su tutta la platea dei consumatori, naturalmente con un effetto maggiore per quelli a basso reddito sui quali la spesa alimentare incide di più.

IL REQUISITO

La riproposizione del bonus 200 euro riguarderebbe invece nello scenario base gli stessi lavoratori e pensionati che hanno beneficiato o stanno beneficiando della misura a luglio: in tutto sono oltre 30 milioni, per un costo per il bilancio dello Stato di circa 6,5 miliardi. Per ridurlo bisognerebbe abbassare l'attuale requisito di reddito posto al momento a 35 mila euro l'anno. Alla decisione dell'esecutivo contribuirà anche il confronto con le parti sociali. Verosimilmente, come già annunciato dal segretario della Uil Bombardieri, i sindacati si esprimeranno per la proroga del bonus, ritenendo l'intervento sull'Iva troppo dispersivo. Poi anche le forze politiche diranno la loro. La sintesi toccherà a Mario Draghi e Daniele Franco.

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