Contratto statali, in arrivo gli aumenti e cambiano anche le carriere. Scatto già a dicembre

Contratto statali, in arrivo gli aumenti e cambiano anche le carriere. Scatto già a dicembre
di Andrea Bassi
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Giovedì 2 Settembre 2021, 22:17 - Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 10:19

L’obbiettivo è ancora a portata di mano. Far arrivare l’aumento medio di 104 euro lordi mensili nelle buste paga degli statali, almeno ai dipendenti del comparto delle funzioni centrali, entro dicembre. Per questo l’Aran, l’Agenzia che tratta per il governo il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego con i sindacati, ha deciso di accelerare i tempi. Ieri c’è stato il primo tavolo di confronto dopo l’estate. Ma se fino ad oggi gli incontri erano andati a rilento, a settembre è prevista una fortissima accelerazione del confronto. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha fissato il prossimo tavolo a giovedì prossimo, quando ha promesso che presenterà una nuova bozza di contratto. Poi sindacati e Aran si vedranno il 15 settembre. E poi ancora il 22 e il 23 settembre. Dopo di che le trattative saranno fermate per qualche giorno per provare a trovare un’intesa.

I nodi -  I nodi da sciogliere sono ancora diversi. A partire dal nuovo ordinamento professionale e dallo smart working. Ma la strada non appare più impervia come qualche settimana fa. A eliminare alcuni ostacoli è stato direttamente il governo con l’approvazione del decreto sul reclutamento. Un provvedimento che ha aperto a un forte cambiamento nei percorsi di carriera nella Pa, che dovranno ora essere recepiti nel nuovo contratto. Nascerà la quarta area, quella delle «elevate professionalità», con stipendi adeguati e una struttura più simile a quella dei dirigenti. Ospiterà al suo interno da subito i tecnici che saranno assunti con contratti a termine per il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma l’ingresso potrà avvenire anche per «progressioni interne», attraverso promozioni “sul campo”, senza necessità di concorsi, anche per i funzionari interni. Resta il problema dei soldi.

Mario Draghi in persona, insieme al ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, si è impegnato a trovare nella legge di stabilità risorse da destinare al nuovo ordinamento professionale. I sindacati hanno anche ottenuto che i passaggi tra aree all’interno possano avvenire senza la necessità di avere il titolo richiesto per l’accesso dall’esterno per concorso. Insomma, se per una determinata posizione dall’esterno sarà necessaria la laurea, dall’interno potrebbe bastare il diploma. Tutte norme inserite nel decreto sul reclutamento che, almeno secondo il governo, dovrebbero servire a facilitare la trattativa con i sindacati. Che tuttavia ieri hanno mostrato più di una rimostranza sull’accelerazione impressa da Brunetta sul rientro in presenza e sull’archiviazione dello smart working. Un’accelerazione che, secondo i sindacati, avrebbe scavalcato le prerogative del tavolo. La questione del lavoro agile, insomma, secondo le sigle andrebbe portata al tavolo della trattativa. Il presidente dell’Aran, Naddeo, ha bollato come «infondate» le polemiche. «Il contratto», ha detto, «deve regolare, per la prima volta, gli istituti normativi ed economici del lavoro agile, ma non dove, come e quando fare il lavoro agile. Quello svolto fino ad ora è stato in pratica uno strumento di protezione del lavoratore a fronte della pandemia, adesso occorre riportarlo progressivamente al suo vero ruolo: uno strumento possibile di organizzazione del lavoro». Ma è chiaro che la levata di scudi dei sindacati complica la strada all’accelerazione impressa da Brunetta sul rientro negli uffici. Nelle bozze di contratto, comunque, alcune regole sono state già indicate. La giornata lavorativa di chi è in smart working sarà divisa in tre periodi: una fascia di operatività, nella quale il lavoratore deve essere immediatamente operativo; una fascia di contattabilità, nella quale gli possono essere inviate mail e fatte telefonate, e una fascia di inoperatività, ossia di disconnessione, di undici ore consecutive nelle quali il lavoratore non può essere contattato.

Le reazioni -  Ai sindacati l’accelerazione impressa da Naddeo sembra non dispiacere. «Abbiamo apprezzato questa impostazione», hanno scritto in una nota congiunta Florindo Oliviero (FpCgil), Angelo Marinelli (Cisl Fp), Gerardo Romano e Federico Trastulli (Uil Pa), «che lega l’esito del confronto alla individuazione di una soluzione complessiva su tutti gli argomenti oggetto della disciplina contrattuale, nessuno escluso». Anche il segretario generale di Confsal-Unsa, Massimo Battaglia, ha aperto all’accelerazione impressa da Naddeo. «Sono per chiudere presto, anche a settembre, e dare subito i soldi ai lavoratori», è la linea di Battaglia. Marco Carlomagno, segretario generale di Flp ha dato la sua «disponibilità a proseguire con ritmi serrati il negoziato, convinti», ha detto, «che sia necessario dare al personale del comparto, al più presto, il nuovo contratto».

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