Conti pubblici, Istat: nel quarto trimestre rapporto deficit/Pil scende al 3%

Conti pubblici, Istat: nel quarto trimestre rapporto deficit/Pil scende al 3%
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Martedì 5 Aprile 2022, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 11:58

Nel quarto trimestre dell'anno, l'indebitamento delle Amministrazioni pubbliche sul PIL si è sensibilmente ridotto in termini tendenziali per il consistente aumento delle entrate, che ha più che compensato l'aumento delle uscite. Il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto sensibilmente in termini congiunturali, mentre la propensione al risparmio ha registrato un lieve incremento. Sostanzialmente stazionario è risultato il potere d'acquisto delle famiglie. La quota di profitto delle società non finanziarie si è lievemente ridotta rispetto al trimestre precedente, mentre il loro tasso di investimento ha registrato una crescita rispetto al trimestre precedente. È quanto evidenzia l'Istat nel "Conto trimestrale AP, Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società (IV trimestre 2021)" diffuso oggi nell'ambito dei Conti trimestrali dei settori istituzionali.

Nel dettaglio, nel quarto trimestre 2021 l'indebitamento netto delle AP in rapporto al PIL è stato pari al -3,0% (-5,8% nello stesso trimestre del 2020). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) – rileva l'Istat – è risultato positivo, con un'incidenza sul PIL dello 0,5% (-2,6% nel quarto trimestre del 2020). Il saldo corrente delle AP è stato anch'esso positivo, con un'incidenza sul PIL del 3,1% (+0,7% nel quarto trimestre del 2020). La pressione fiscale è stata pari al 51,8%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell'1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,2%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all'11,3%, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (+0,2 punti percentuali). A fronte dell'aumento del deflatore implicito dei consumi (+1,2%), si osserva una sostanziale stabilità del potere d'acquisto delle famiglie, cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,1%. La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 41,6%, è diminuita di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 23,1%, è aumentato di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Amministrazioni pubbliche – Le uscite totali nel quarto trimestre 2021 sono aumentate del 3,1% rispetto al corrispondente periodo del 2020 mentre la loro incidenza sul PIL (pari al 59,8%) è diminuita in termini tendenziali di 1,3 punti percentuali. Nei quattro trimestri del 2021 la relativa incidenza è stata pari al 55,5%, in riduzione di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020. Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel quarto trimestre 2021, un aumento tendenziale rispettivamente del 3,2% e dell'1,9%. Le entrate totali nel quarto trimestre 2021 sono aumentate in termini tendenziali dell'8,1% e la loro incidenza sul PIL è stata del 56,8%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020. Complessivamente nell'anno 2021, l'incidenza delle entrate totali sul PIL è stata del 48,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto all'anno 2020. Nel quarto trimestre 2021 le entrate correnti e in conto capitale hanno entrambe segnato, in termini tendenziali, un aumento, rispettivamente del 7,9% e del 44,2%. Complessivamente, nel 2021 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari al -7,2% del PIL, in miglioramento rispetto al -9,6% del 2020. Nel 2021, in termini di incidenza sul PIL, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari rispettivamente al -3,7% (-6,1% nel 2020) e al -1,6% (-4,5% nel 2020). Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 43,5% del PIL, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,8% del 2020.

Famiglie consumatrici – Nel quarto trimestre 2021 il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è aumentato dell'1,3% rispetto al trimestre precedente. A fronte dell'accelerazione dei prezzi osservata nello stesso trimestre (+1,2% l'aumento del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie), il potere d'acquisto è aumentato dello 0,1%. Nel quarto trimestre 2021, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all'11,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Il lieve aumento riflette una crescita della spesa per consumi finali appena più debole rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (+1,2% e +1,3% rispettivamente). Nel quarto trimestre del 2021, il tasso di investimento delle famiglie consumatrici è stato pari al 6,8%, 0,2 punti percentuali più alto rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi del 4,9% e del già segnalato aumento del reddito disponibile lordo.

Società non finanziarie – Nel quarto trimestre del 2021, la quota di profitto delle società non finanziarie è stata pari al 41,6%, in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, come sintesi di una flessione del risultato lordo di gestione dell'1,3% e del valore aggiunto dello 0,2%. Il tasso di investimento delle società non finanziarie nel quarto trimestre del 2021 è stato pari al 23,1%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi del 3,2% e della sopra citata flessione del valore aggiunto.

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