Bonus psicologo, il governo trova i fondi: «Voucher in base all’Isee»

Il ministero dell’Economia avrebbe trovato almeno 20 milioni di euro da dedicargli, inserendoli nella “dote” del Milleproroghe

Bonus psicologo, il governo trova i fondi: «Voucher in base all Isee»
di Francesco Malfetano
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Sabato 12 Febbraio 2022, 21:28 - Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 16:00

Dopo l’esclusione a sorpresa dalla legge di bilancio del dicembre scorso e le mille polemiche seguite, sembra finalmente arrivato il momento del “bonus psicologo”. A quanto si apprende il governo sarebbe sul punto di chiudere la partita e individuare i fondi necessari a garantire dei voucher per l’accesso all’assistenza psicologica e psicoterapeutica da assegnare in base all’Isee. Il ministero dell’Economia avrebbe infatti trovato almeno 20 milioni di euro da dedicargli, inserendoli nella “dote” (solitamente molto più scarna) del Milleproroghe. Domani verrà quindi depositato il testo finale, risultato di una riformulazione a cui ha lavorato il ministero della Salute attingendo a tutti gli emendamenti sulla salute mentale presentati nei mesi scorsi. Tant’è che per disinnescare le polemiche (più volte alcune associazioni di categoria avevano paventato, attraverso i voucher, un mancato sostegno alla rete che sul territorio già si occupa di salute mentale), alla fine dell’iter i fondi verranno equamente suddivisi tra il bonus monetizzabile dai cittadini e la rete di consultori e strutture che quotidianamente si occupano di salute mentale in tutta la Penisola. 

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Modalità operative

Presto però per definire tempi e modalità operative. Dopo aver depositato il testo in commissione lunedì, questo sarà discusso e votato nei primi giorni della prossima settimana, per poi finire in Aula a stretto giro. Quindi, senza grossi margini di modifica, dovrebbe infine passare al Senato. A quel punto, infine, mancheranno solo i decreti attuativi da vagliare con Mef, Salute e Conferenza delle Regioni. 

In tutta evidenza un iter ancora complesso che, spiegano, dovrebbe infine concretizzarsi in un voucher del valore massimo di almeno 200 euro. A patto chiaramente di avere le carte in regola, e cioè rispondere ai requisiti Isee. Saranno questi infatti a delineare una platea, anche se l’orientamento sembrerebbe essere quello di replicare (più o meno) quanto già definito per richiedere l’assegno unico. Per cui l’intera cifra con redditi inferiori ai 15mila euro, e un’attribuzione calante fino al tetto dei 40mila. Un “quasi” successo dovuto al pressing tenuto costantemente alto da tutti i partiti. E in particolare dal deputato dem Filippo Sensi che aveva presentato un emendamento per trovare la copertura economica (circa 40 milioni di euro). Non solo. A spingere perché la misura trovasse un suo compimento, è stata la necessità di fronteggiare in fretta l’innegabile danno creato dalla pandemia alla salute mentale dei più giovani. Tant’è che nel testo dovrebbe finire anche una sorta di corsia preferenziale per il potenziamento delle reti locali degli psicologi infantili. L’urgenza per questa misura del resto, è stata ampiamente dimostrata anche dalla partecipazione della società civile. Basti pensare che la petizione su Change per un doppio bonus - uno iniziale da 150 euro una tantum e l’altro più consistente e progressivo legato all’Isee, oltre che per l’introduzione del cosidetto psicologo di base - lanciata dal giornalista Francesco Maesano ha raggiunto quasi 300 mila firme. 

Non a caso diverse Regioni si sono già mosse per conto proprio. Il Lazio ad esempio, nei giorni scorsi ha annunciato l’investimento di circa 11 milioni di euro per l’attivazione del sostegno psicologico a giovani e famiglie tramite sportelli di ascolto, voucher e rafforzamento dei servizi territoriali. La Lombardia e la Campania invece, hanno annunciato l’attivazione di un supporto psicologico di base territoriale (un servizio gratuito, per tutti i cittadini che non possono pagare di tasca propria un professionista), una direzione su cui sembra avviata anche l’Emilia-Romagna. 

D’altro canto i numeri lasciano poco spazio all’interpretazione: nei mesi dell’emergenza sanitaria - secondo uno studio Humanitas University - il 14% degli intervistati ha iniziato ad assumere ansiolitici o sonniferi, il 10% antidepressivi, mentre il 21% ha riportato sintomi ansiosi clinicamente significativi e interferenti sulle proprie attività quotidiane, mentre il 10% ha avuto almeno un attacco di panico.
 

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