Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Bollette, congelati gli aumenti: il blocco alle tariffe è retroattivo. Come funziona. Che cosa devono fare gli utenti

Sospese le modifiche unilaterali anche pregresse se non applicate prima del decreto

Bollette, congelati gli aumenti: il blocco alle tariffe è retroattivo. Come funziona. Che cosa devono fare gli utenti
di Roberta Amoruso
4 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 21:59 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 13:43

Lo stop alle modifiche unilaterali dei contratti di elettricità e gas è arrivato come una benedizione per migliaia di famiglie che rischiavano di trovarsi all’improvviso con rincari in bolletta di oltre il 50%. Eppure la norma contenuta del Decreto Aiuti-bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto, è già un caso. Da una parte, infatti, le Associazioni dei consumatori chiedono un doppio sforzo al governo: un’estensione del congelamento anche oltre aprile 2023 considerate le nuove pressioni in arrivo sui prezzi di luce e gas; ma chiedono anche una svolta verso prezzi “amministrati” che scongiurino salassi anche per chi è su mercato libero. Dall’altra parte, soprattutto i piccoli fornitori sono in allarme: lo stop agli adeguamenti tariffari scatenerà una valanga di default, dicono. 

Gas, bollette sempre più care. E il nucleare francese si ferma. Allarme Iea: «Prezzi su in tutta Europa»

Le lettere agli utenti


Cosa prevede nel dettaglio la norma? «Fino al 30 aprile 2023», è scritto nel Decreto, «è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte». Ma attenzione, la sospensione è retroattiva: «Sono inefficaci» anche «i preavvisi comunicati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate».

Questo vuol dire che sono in salvo dai maxi rincari famiglie e imprese che hanno ricevuto le lettere di modifica dei contratti anche a giugno e luglio, visto che generalmente le lettere sono inviate con un anticipo di almeno 30 giorni rispetto all’efficacia della modifica delle condizioni contrattuali. Il prezzo “bloccato” pattuito in sede di sottoscrizione del contratto, rimarrà tale almeno per altri 9 mesi. La sospensione sarà automatica? In realtà la norma non chiarisce certi dettagli. Ma per Consumerismo, non c’è alcuna richiesta da fare, la sospensione scatta in automatico. «Per chi avesse già ricevuto la lettera di preavviso», ha precisato Adiconsum, «la variazione unilaterale delle condizioni (con aumenti indicati a partire da ottobre) è prorogata di diritto al 30 aprile. Sono efficaci invece le modifiche unilaterali già perfezionate alla data di entrate in vigore del decreto. La proroga è pertanto efficace anche per chi ha ricevuto in queste settimane il semplice preavviso di variazione».

L’Associazione chiede però alle società energetiche, che hanno già attivato ma non ancora concluso la procedura di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, di avvisare prontamente i clienti interessati sul termine effettivo di entrata in vigore delle modifiche». Certo, l’intervento governativo non è risolutivo, aggiunge Adiconsum, ma «in attesa di provvedimenti più estesi, consigliamo ai consumatori di verificare periodicamente l’economicità dell’offerta domestica sul comparatore pubblico Portale Offerte». Le modifiche unilaterali, sottolinea da parte sua Assoutenti, «sono un segnale della gravità della situazione che purtroppo pesa e peserà tantissimo sulle tasche dei consumatori». Non basta averli bloccati, «continuiamo a chiedere a gran voce che il governo imponga prezzi amministrati per l’energia. In assenza di tali misure l’azienda può disdire il contratto non ritenendolo più remunerativo».


I VANTAGGI
Da settimane le Associazioni dei consumatori segnalavano l’arrivo di migliaia di lettere da parte delle società energetiche con modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali definite per 12 o 24 mesi. Un opzione che permette al fornitore di variare a sua discrezione le condizioni, ma che dà al consumatore la possibilità di recedere dal rapporto gratuitamente. Se, però. non viene fatta alcuna scelta, per silenzio assenso, decorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, si applicano le nuove condizioni. Va ricordato che finora la scelta del mercato libero con tariffe fisse ha messo al riparo le famiglie più delle tariffe del mercato tutelato stabilite dall’Arera. Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando alle migliori tariffe del mercato libero disponibili online da gennaio 2018 a marzo 2022, una famiglia tipo che a inizio anno ha scelto una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 5.908 euro, contro i 7.246 euro pagati da chi è rimasto nel mercato tutelato. Senza lo stop le stesse famiglie rischiavano di azzerare l’assicurazione anti-rincari per i prossimi mesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA