“Grease” «razzista, sessista e omofobo»: ormai non va bene nemmeno il film cult, bufera su web

Grease «razzista, sessista e omofobo»: ormai non va bene nemmeno il film cult, bufera su web
di Francesca Pierantozzi
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Martedì 5 Gennaio 2021, 07:32 - Ultimo aggiornamento: 15:59

Danny stupratore di Sandy; Vince Fontaine, che flirta con Marty Maraschino, un omofobo; Rizzo una bulla, a sua volta vittima di oltraggio perché considerata una prostituta, visto che «ha una pagnotta nel forno», per non parlare di quel cretino di Putzie, che si stende per terra pur di dare un'occhiata sotto alle gonne delle ragazze. E nemmeno Sandy si salva: ma che ragazza è una che si mette a fumare, si trucca, infila un paio di (mitici, tra l'altro) fuseaux di pelle nera, pur di piacere al suo ragazzo? Per 42 anni, generazioni di spettatori non se ne sono accorti, forse obnubilati dalle canzoni, passate alla storia, o dalle battute, diventate cult, o dalla bellezza senza tempo di Danny-John Travolta e Sandy-Olivia Newton John, ma Grease è un film sessista, omofobo, razzista.

 


VIA DALLA TV
La condanna arrivata dai social britannici è senza appello: va bandito, e comunque mai più trasmesso in tv. Il putiferio si è scatenato dopo una ritrasmissione in prima serata a Santo Stefano decisa dalla Bbc. Sembrava un modo quasi scontato per allietare le feste, funestate da lockdown a ripetizione: il musical più amato e noto di tutti i tempi, (nonché record di incassi con 400 milioni di dollari contro i 6 che è costato). E invece no: bocciato. Numerosi spettatori si sono rivoltati, un movimento woke anti discriminazioni e anti ingiustizie come già accaduto con Via col Vento, Friends o The Help: «Grease è semplicemente il film più misogino della storia, basta».
Il musical è stato passato al setaccio e quasi niente si salva. A cominciare dal finale, quando tutti gli studenti della Rydell High School si ritrovano al luna park per la memorabile festa di fine anno: «Non c'è nemmeno un ragazzo di colore». All'inizio, invece, nella mondialmente nota Summer Nights, gli amici chiedono a Danny che racconta il suo amore estivo per Sandy: «Tell me more, tell me more, did she put up a fight?», ovvero: «Dicci, dicci, lei si è battuta?». Come dire, hai dovuto farle violenza, per averla? Quindi: incitazione allo stupro (una cosa che difficilmente viene in mente vedendo le prime scene, con Danny e Sandy al mare sulle note della smielatissima Love is a many splendored thing).

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L'omofobia risulta invece dalle parole dell'indimenticabile presentatore chiacchierone Vince Fontaine alla festa del liceo, quando invita i ragazzi a formare le coppie precisando che «tutte le coppie devono essere composte da un ragazzo e una ragazza». Altri se la sono presa con i personaggi femminili. Rizzo è al centro delle diatribe. Da una parte è una bulla, che massacra Sandy scimmiottandone la perbenaggine nella famosa: Look at me I'm Sandra D, ma dall'altra è lei stessa vittima di «slut-shaming»: viene stigmatizzata quando pensa di essere incinta, come signorina dai facili costumi. Da censurare anche la metamorfosi finale di Sandy, sull'immortale You're The One that I Want: rivoluzionare look, acconciatura e trucco per piacere al proprio ragazzo è stato considerato un'abiura alla propria identità e una scena di pura misoginia.

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LE CRITICHE
Poco importa che il film sia ambientato nel 1958 e sia stato girato nel '78. Grease è comunque già da qualche tempo nel mirino. Olivia Newton-John aveva provato a sdrammatizzare con il Guardian: «È solo un film. Tutti dimenticano che alla fine non è soltanto Sandy a cambiare, ma anche lui. Grease in fondo è solamente una divertente storia d'amore». Comprensiva anche Jane Brickman, docente di studi sull'identità di genere all'Università dell'Alabama che a Grease ha dedicato un libro: «È un film che si rivolge alle ragazze, che critica il doppio standard sessuale che vorrebbe imprigionare Rizzo da una parte e Sandy dall'altra e che si concentra, come pochi altri film,, sulle amicizie dell'adolescenza».

 

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