Gloria Satta
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Gloria Satta

Miss Italia, un rito che resiste

Lunedì 15 Settembre 2014
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L’altra sera non ho resistito alla tentazione di guardare gli ultimi momenti di Miss Italia su La7 e ho dunque assistito all’incoronazione della graziosa ventenne siciliana Clarissa Marchese. Le auguro ogni bene: una carriera nello spettacolo, buoni guadagni, un marito se è quello che vuole. Ma con tutto il rispetto per le concorrenti e la signora Mirigliani che con ammirevole ostinazione porta avanti il concorso inventato da suo padre un’era geologica fa, resto della mia idea: oggi una gara di bellezza è fuori dal mondo, lontana dalla storia e dal ruolo che le donne si sono ritagliate o si stanno faticosamente ritagliando nella società sfidando pregiudizi e discriminazioni. C’è poco da vestire con le chiacchiere quella che è e rimane una competizione di bellezza. Anche se le concorrenti vengono ormai invitate ad “esprimersi” (e finiscono quasi tutte per dire delle banalità sconsolanti), sono costrette a sfilare in costume da bagno con il numero appuntato sul petto. E’ un’immagine da mercato delle vacche che non mi piace per niente, per quanto le ragazze si sforzino di apparire garbate e genuine in antitesi al modello “velina” tutto malizia e ammiccamenti. Come scrissi a suo tempo su questo blog, bene ha fatto il servizio pubblico a liberarsi del concorso. Ma saremo un passo avanti quando saranno le ragazze stesse a rifiutarsi di partecipare. Una società che ancora ti giudica sulla base dell’aspetto fisico non merita sforzi, ansie, illusioni. E una gara di bellezza non può che alimentare la frustrazione e l'angoscia di chi non corrisponde ai canoni estetici dominanti. Trovate che esagero? Come al solito, aspetto i vostri commenti per aprire la discussione. Ultimo aggiornamento: 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA