Gloria Satta
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"Poccetto", la grande scenografa
che abbatté il maschilismo del cinema

Qualche giorno fa è scomparsa  Elena Ricci detta “Poccetto”. Era la mamma molto amata dell’attrice Elerna Sofia Ricci, ma non solo: era una grande scenografa del cinema italiano, la prima donna a intraprendere in Italia l’entusiasmante mestiere di immaginare, decorare, “vestire” il set. E per affermarsi, per diventare una delle firme più apprezzate e richieste, ha dovuto lottare contro sessismo e pregiudizi: se ancora oggi continuano a funestare il lavoro femminile, figuriamoci quaranta, cinquanta anni fa.
Ma “Poccetto”, fiorentina doc, donna di grande cultura e spirito irresistibile, iniziò a fare la scenografa giovanissima, seguendo gli insegnamenti del padre architetto Leonardo Ricci, e non si è mai arresa.  Ha lavorato con grandi registi come Sergio Corbucci, Steno, Pasquale Festa Campanile, Luigi Zampa, Carlo Vanzina, Peter Del Monte, Robert Wise, Carlo Lizzani, Nanni Loy. Tra i suoi film spiccano «Amici Miei - atto III», «Casablanca Casablanca» di Francesco Nuti, «Mi manda Picone», «La Contessa di Carini» con Ugo Pagliai, «Letti Selvaggi» con Monica Vitti, «Dolce far niente» con Giancarlo Giannini e «Testa o Croce» con Nino Manfredi.
La scomparsa della scenografa, grande donna e professionista di primo piano, genera tristezza ma ci permette di rendere omaggio a una pioniera dell’affermazione femminile nel lavoro. “Poccetto” appartiene inoltre alla mai abbastanza esaltata categoria degli artigiani che dietro le quinte, con passione e inventiva, sacrifici e ottimismo, hanno contribuito a rendere grande il cinema italiano. Sono tanti, e non ci stancheremo di ringraziarli. Lunedì 30 Luglio 2018, 09:51
COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-07-30 11:40:02
Scrivo questo commento nella speranza di essere più fortunato rispetto a quello che ho postato sul tema di Enzo. Gloria ci dice che Elena Ricci: «per affermarsi, per diventare una delle firme più apprezzate e richieste, ha dovuto lottare contro sessismo e pregiudizi: se ancora oggi continuano a funestare il lavoro femminile, figuriamoci quaranta, cinquanta anni fa.». Questo è senz'altro vero ma non completamente vero: la donna è genericamente superiore al maschio nella quasi totalità dei punti di vista, semplicemente, da millenni, ha altri interessi rispetto a quello di imporsi sull’altro sesso e gli altri dello stesso sesso che il maschio ha invece come stile di vita. Elena Ricci ha inoltre avuto, ma questo Gloria lo sa senz'altro meglio di me; il "vantaggio" di operare in un campo quello “dell'arredamento” dove le donne sono presenti già da qualche secolo. Che poi quello cinematografico sia un campo maschilista, questo è un altro discorso: probabilmente è un settore dove i marpioni, quelli che pretendono che assegnarti un lavoro richieda anche prestazioni extra, sono presenti in ogni settore e in ogni nazione. RISPOSTA: "Poccetto" Ricci è stata senza dubbio una pioniera perché si è imposta in una professione che tradizionalmente era monopolio maschile. Sulle cause poi che per millenni hanno spinto le donne ad avere "altri interessi" rispetto al lavoro, potremmo discutere fino a dopodomani...
2018-07-31 18:57:52
Mi perdoni Gloria (mi pare ci davamo del lei!?), ma io non ho scritto che le donne hanno "altri interessi" rispetto al lavoro, ma altri interessi rispetto all'imporsi sull'altro sesso! Il maschio si realizza diventando "capo", la donna si realizza diversamente, perciò questo spiega perché ci sono poche donne in carriera. Che poi «"Poccetto" Ricci è stata senza dubbio una pioniera perché si è imposta in una professione che tradizionalmente era monopolio maschile.», questo sta a significare che oggi, nel cinema ma probabilmente anche in TV, di sceneggiatrici donne ce ne sono! Dobbiamo però dire che il Cinema è relativamente recente, la TV ancora di più. Mi domando allora: "Nel teatro, antico di millenni, scenografe donne ci sono mai state?" In fin dei conti di donne pittori note ne abbiamo avute, scultrici un po' meno, però....RISPOSTA: siamo proprio sicuri che l'uomo si realizzi "diventando capo" e la donna "diversamente"? (chiedo scusa per il ritardo nella risposta, non ho avuto internet)
2018-08-04 20:02:29
Mi aiuti a ricordare quante donne ci sono oggi in Italia direttore di Quotidiani, ma io direi anche di settimanali (esclusi forse quelli "femminili"). Io che comincio ad avere un età e la testa un po' fuori, ricordo solo una tale Concita De Gregorio, prima e ultima Direttore dell'Unità. In Italia non ci sono buone giornaliste? In ogni caso, si tranquillizzi, ci sono fior di studi e ricerche in campo internazionale sulla superiorità intellettuale della femmina rispetto al maschio. L'importante è non farlo sapere alle donne, che altrimenti si montano la testa! RISPOSTA: Buttiamola in barzelleta....
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