Le scimmie schiavizzate che raccolgono cocco in Thailandia: la denuncia di Peta Asia in un drammatico video

Sabato 4 Luglio 2020 di Remo Sabatini
La triste realtà dell'industria delle noci di cocco in Thailandia nella video denuncia di Peta Asia. (immagini pubbl da Peta Asia su Fb)
Estate, tempo di mare. Di sole e scottature, di frutta e di profumi inconfondibili. Come quello del cocco che impazza sulle spiaggie, sulla pelle e che, con oltre 60 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, fanno del cocco un bene assai prezioso per chi lo raccoglie. Anche per questo, dell'amatissimo frutto tropicale si sono voluti occupare gli investigatori di Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) la Ong che da anni si batte per la salvaguardia animale in tutto il pianeta, per vedere come avviene la coltivazione e soprattutto la raccolta di un alimento tanto speciale. Così, dopo settimane trascorse in Thailandia, uno dei massimi esportatori di prodotti legati alle noci di cocco del mondo e aver visitato ben otto fattorie del cocco, Peta ha svelato cosa si naconde dietro l'industria di uno dei frutti più desiderati a livello globale. E allora, ecco le drammatiche immagini che documentano la realtà della raccolta del cocco che stanno facendo il giro del mondo. Sì perchè, ad arrampicarsi sugli alberi, in quelle fattorie, non ci sono uomini ma scimmie. Spesso poco più che cuccioli, le scimmie sono strappate in tenera età alle loro famiglie che non rivedranno più. Rapite e terrorizzate, sole e imprigionate in gabbie piccolissime e incatenate, le scimmiette saranno costrette ad un durissimo addestramento che le porterà su quegli alberi da schiave. La velocità e l'incredibile destrezza, doti naturali di questi macachi, sono la ragione per la quale diverse fattorie del cocco le preferiscono agli uomini o ai mezzi meccanici di raccolta adottati in altri Paesi come Hawaii e Colombia. E poi, vuoi mettere? Una scimmia è una scimmia. Quindi, niente paga nè risposo. In un solo giorno, una singola scimmietta può arrivare a cogliere  quasi 1000 frutti. Un lavoro pulito pulito che, a fine giornata, si conclude con cumuli di cocchi venuti giù come se piovesse. Tutto questo e molto, molto di più, si ripete ogni giorno. Almeno fino a quando, la scimmia di turno, ce la farà. Non di rado infatti, dopo mesi di lavoro arrivano a dare segni di squlibrio. Alcune impazziscono, altre, addirittura muoiono. Poco importa. La giungla è piena di scimmie. Per la cronaca, la scimmietta nella foto si chiama Kulap.










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