Peculato, sindaco denuncia l'ex per un computer

Peculato, sindaco denuncia l'ex per un computer
di Marcello Ianni
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Lunedì 21 Agosto 2017, 16:21

Fino a qualche anno fa i due andavano a “ braccetto”, poi improvvisamente l’idillio è finito e ora una denuncia per peculato presentata da uno di loro fa finire sotto inchiesta l’altro. La vicenda giudiziaria che fa capo al sostituto procuratore Fabio Picuti e condotta dai carabinieri, ruota attorno al denunciante, l’attuale sindaco di Rocca di Mezzo (L'Aquila) Mauro Di Ciccio e al suo predecessore Emilio Nusca, fino al 2015 coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico abruzzese, quest’ultimo sconfitto dal rivale alle ultime consultazioni elettorali per appena dieci voti di scarto.

Due politici che per molto tempo sono andati d’accordo, con Di Ciccio che è stato vice sindaco di Nusca, e quest’ultimo che è diventato vice sindaco di Di Ciccio dopo avergli passato il testimone. Poi qualcosa si è rotto e Nusca è stato defenestrato. Non solo. Ora il primo cittadino del Comune più importante dell’Altopiano delle Rocche deve difendersi dalla presunta accusa mossagli dallo stesso Di Ciccio, quella di essersi appropriato di un personal computer giapponese del valore di oltre mille euro, marca “Toshiba”, acquistato dal Comune rocchiagiano quando lo stesso Nusca era primo cittadino. Un apparecchio che non sarebbe stato più riconsegnato, nonostante i reiterati inviti da parte dell’attuale primo cittadino di farlo rientrare nella disponibilità dell’amministrazione comunale.

Il sostituto procuratore Picuti, ha ordinato ai carabinieri della locale stazione di provvedere al sequestro del personal computer e contestualmente di notificare all’ex primo cittadino, ora consigliere comunale di minoranza, l’avviso di garanzia, ipotizzando appunto il reato di peculato. Ma quando i carabinieri sono intervenuti per eseguire il sequestro, il computer è stato rinvenuto nella disponibilità della segretaria dell’attuale primo cittadino, A.D.I, di 55 anni. Dagli interrogatori dell’indagato e della dipendente comunale si capirà il perché l’apparecchio elettronico è stato per così dire riconsegnato solo qualche giorno fa, in coincidenza con l’avvio dell’inchiesta e perché è stata scelta l’impiegata come depositaria.

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