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Molestie sessuali dal patrigno, la telefonata della mamma salva la ragazzina

Molestie sessuali dal patrigno, la telefonata della mamma salva la ragazzina
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 08:45

Secondo l’accusa avrebbe compiuto atti sessuali sulla figlia della donna della quale era stato il secondo marito, una ragazzina che all’epoca dei fatti aveva 13 anni: ieri a Chieti accogliendo la richiesta del procuratore capo, Lucia Campo, il gup Luca De Ninis ha rinviato giudizio un uomo di 78 anni difeso dall’avvocato Antonio Di Marco.

La vittima, che oggi ha 22 anni, assistita dall’avvocato Arianna Campana, si è costituita parte civile e chiede un risarcimento dei danni di 150.000 euro. Prima udienza del processo il 10 gennaio 2023: per l’uomo l’accusa è violenza sessuale abusando del rapporto di convivenza con la minore e la madre della stessa. I fatti risalgono al 2013 ma la denuncia dalla madre della vittima arriva a novembre del 2021. Quando la donna si reca in Questura e ad una sovrintendente dell’Ufficio denunce dice di volersi liberare di un peso e racconta del giorno in cui, rincasando, trova la figlia allora tredicenne accovacciata dietro il divano e le chiede perché.

A quel punto la figlia scoppia a piangere e le racconta dell’approccio da parte dell’uomo che era entrato nella sua stanzetta toccandole le parti intime dopo averle fatto i complimenti per la sua bellezza. E che solo una telefonata ricevuta dalla mamma aveva fatto in modo che lui uscisse dalla stanza. Di fronte a tale situazione, mamma e figlia vanno via di casa per qualche giorno ma poi tornano perché hanno saputo che l’uomo, che nel tempo ha sempre più abusato di vino, potrebbe dare fuoco all’abitazione. Le due stanno chiuse a chiave, in camera, una vita d’inferno della quale mamma e figlia pagano ancora le conseguenze a livello psicologico. 

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