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In un libro gli eroi del Battaglione L'Aquila

Vincenzo Di Michele
di Goffredo Palmerini
3 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Giugno 2020, 01:30

La terribile sorte di moltissimi prigionieri, morti per le privazioni, o resi invalidi dal gelo, sopravvissuti a stento da rigori dei campi di concentramento. Di queste storie si racconta nell’ultimo libro di Vincenzo Di Michele, “Alla ricerca dei dispersi in guerra”, 208 pagine e 24 capitoli, l’ultimo dei quali riporta la dura esperienza dell’alpino Alfonso Di Michele, del Battaglione L’Aquila, abruzzese di Intermesoli e padre dell’autore, prigioniero dapprima nel campo di Tambov, poi nel lazzaretto di Pakta Aral. Alfonso alla fine ce la fece, rientrò in Italia nel dicembre 1945.

Un libro di testimonianze, ricordi e drammi dei nostri soldati nei vari fronti di guerra. Un’altra opera che Di Michele aggiunge alla sua già ricca produzione, con questo suo libro del quale è anche editore. Un volume intenso di storie e testimonianze, ma anche di dolorosi ricordi di famiglie italiane che nell’immediato dopoguerra soffrirono l’angoscia per i propri cari, dispersi nei vari fronti bellici.

Mogli, madri, padri, fratelli, figli talvolta in tenera età, che aspettarono invano il ritorno del loro familiare in armi alla fine del Secondo conflitto mondiale, senza avere altre notizie se non l’ultima lettera ricevuta dal fronte. Vicende che, pur non riportate nei libri di storia, sono però incise nel cuore e nella memoria di chi altro non poté fare se non tramandare di padre in figlio il proprio dramma familiare.

Dalla campagna di Russia dell’Armir alla tragica ritirata dopo la battaglia di Nikolajewka, da Tobruk a El Alamein al fronte jugoslavo, fino all’eccidio di Cefalonia, nel volume vengono raccontate le vicende di famiglie rimaste per anni e anni ad aspettare il rientro dal fronte di guerra del loro caro o almeno qualche notizia sulla sua sorte. E ancora, nel libro Di Michele riporta alcune testimonianze di reduci, le terribili sofferenze vissute dai prigionieri italiani nei lager sovietici e nei campi di concentramento di Suzdal, Tambov, Mičurinsk, Nekrilovo, Oranki e Krinovaja, fino ai campi di prigionia di Tashkent e Pakta Aral nelle sperdute lande del Kazakistan e dell’Uzbekistan. Moltissimi non ce la fecero, pochi riuscirono a rientrare dopo il 1945. 

Prezioso come gli altri, questo ulteriore lavoro di Vincenzo Di Michele è anche in formato e-book. Dal fronte greco-albanese a quello settentrionale africano, fino al fronte russo sulle rive del Don, l’autore espone, attraverso la voce dei familiari, la sua ricerca sull’avventura bellica italiana durante la Seconda Guerra mondiale, decine di migliaia di giovani mandati a combattere una guerra finita in un disastro. In Russia, grazie a straordinari atti di eroismo- cito per tutti il Battaglione L’Aquila, del quale solo 165 dei 1856 alpini partiti si salvarono- i nostri reparti poterono ripiegare in una dolorosa ritirata, dove fame e freddo fecero altre migliaia di vittime tra i nostri soldati, dove alcuni si salvarono aiutati da pietose famiglie russe che condivisero il pane delle loro frugali mense. 

Goffredo Palmerini

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