Una notte in parete sul Gran Sasso prima del salvataggio. «Abbiamo vissuto momenti di terrore»

Una notte in parete sul Gran Sasso prima del salvataggio. «Abbiamo vissuto momenti di terrore»
di Tito Di Persio
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Mercoledì 18 Agosto 2021, 08:38

Stanno tutti bene i cinque ragazzi pugliesi (tre uomini e due donne), in età compresa tra i 27 e i 42 anni, che hanno trascorso la notte in parete all’addiaccio e l buio, a quota 2.400 metri, sulla cresta Nord Ovest del Corno Piccolo sul Gran Sasso. Ieri mattina sono stati recuperati dall’elicottero del 118 e riportatati nella piazzola dei Prati di Tivo dove avevano le auto.

Ad attenderli anche un loro amico che preoccupato era partito da Bari nella notte per seguire tutte le operazioni di soccorso. Una volta atterrati sono stati tutti visitati dagli operatori sanitari, poi sono saliti in auto per fare ritorno a casa. «Ci sono stati momenti duri e di forte ansia», ha affermato una delle ragazze, A.Z., 28 anni di Grottaglie (Taranto) «Ma quando ci hanno detto che non ci avrebbero potuto recuperare, è stata per noi una vera mazzata. Ci è sembrato che il mondo ci cadesse addosso», confessa la 28enne.

Poi racconta che loro sono dei neo- alpinisti. Alcuni di loro arrampicano da più tempo ed altri da poco e che sulla montagna abruzzese per loro era la prima volta. «Un’esperienza che di certo non dimenticherò», dice e fa sapere che comunque quando attraversava qualcuno di loro un momento critico chiamavano i soccorritori che riuscivano con la loro grande professionalità a calmarli. Infatti tra loro e gli uomini del soccorso alpino è stato costante per tutte le ore notturne fino alle 6 di ieri mattina che si è alzato in volo l’elicottero del 118, da Preturo l’Aquila che con il verricello li hanno tirati su per riportali al luogo da dove avevano lasciato le auto.

Con lei era presente C.A., 27 anni di Acquaviva delle Fonti, provincia di Bari; V.T., 28 anni Conversano(Bari); A.G., 42 anni, di Putignano (Bari); V.B., 36 anni, Monopoli (Bari) Comunque di certo i cinque alpinisti avranno imparato una bella lezione: che con la montagna non si scherza e che i tempi e i percorsi vanno calcolati bene, soprattutto se non si conosce bene il territorio. Oltre questo di certo non dimenticheranno mai la paura e il freddo che avranno patito durante le ore notturne.

Pur se c’è da dire che i soccorritori del soccorso alpino e speleologico abruzzese, sono rimasti in continuo contatto telefonico con loro per assicurarsi che stessero tutti e bene e per tranquillizzarli. Il gruppo era partito l’altro ieri mattina, alla buon’ora, da Prati di Tivo per raggiungere la vetta del Corno Piccolo. Ma, a quanto pare avevano calcolato male i tempi della loro arrampicata. L'allarme era scattato intorno alle 20.30 di lunedì, quando si sono accorti di non riuscire a raggiungere la vetta e hanno contattato i soccorsi. Purtroppo era tardi, però, per far alzare l'elicottero del 118, che non può volare al buio.

Necessario, in questi casi, l'elicottero dell'Aeronautica Militare da Pratica di Mare, che si è alzato in volo fino ad arrivare ai Prati di Tivo, ma le forti raffiche di vento hanno reso impossibile l’avvicinarsi alla vetta ed effettuare le operazioni di recupero. Il Soccorso alpino si è però immediatamente attrezzato per raggiungere gli escursionisti via terra, in un lungo intervento con recupero previsto nelle prime ore dell'alba di ieri mattina. Gli alpinisti sono stati quindi costretti a passare la notte all'aperto in alta montagna, in attesa di poter essere raggiunti dai soccorritori.

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