Covid Abruzzo, a Pizzoferrato uccisione del maiale ad una festa: esplode un focolaio

I tamponi Covid
di Stefano Dascoli
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Giovedì 14 Gennaio 2021, 09:07 - Ultimo aggiornamento: 10:53

L'AQUILA - L'Abruzzo tiene sul fronte dell'epidemia, ma l'argine potrebbe saltare se dovesse deflagrare l'emergenza nel Chietino, dove si sono sviluppati focolai importanti, quasi tutti per negligenze sotto festività (persino una festa attorno all'uccisione del maiale), che hanno spinto i sindaci a evocare restrizioni massicce se non vere e proprie zone rosse.

Se n'è parlato ieri nella riunione del Comitato tecnico scientifico locale e oggi la questione sarà traslata sul tavolo di quello regionale. A fronte di 142 casi in tutta la provincia, ieri, preoccupano, in particolare, due situazioni: San Salvo e Pizzoferrato.

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A San Salvo il sindaco, Tiziana Magnacca, ha dovuto far fronte a 22 positività nella sola giornata di ieri, con altri tamponi ancora da esaminare. «Sono molto preoccupata ha detto ieri Attraverso l'Asl abbiamo cercato di capire le cause dei contagi ed è emerso come siano tutte riconducibili a nuclei familiari che si sono ritrovati durante le feste, soprattutto a Capodanno. Il che impone a tutti una riflessione: non è più consentito che per festeggiare violando le regole e il buon senso la città debba registrare un numero di casi così cospicuo che si rifletteranno inevitabilmente sulla vita di tutti».

A Pizzoferrato, dove un focolaio è scattato a seguito dei festeggiamenti per l'uccisione del maiale, il bollettino regionale ha evidenziato ieri 17 casi.

Il Chietino, dunque, si configura come emergenza territoriale in questa fase. E questo potrebbe costare caro all'intero Abruzzo che domani attende le pagelle settimanali della Cabina di regia nazionale: la fascia gialla potrebbe essere prorogata di un'ulteriore settimana, ma non è da escludere un ritorno in arancione se più indicatori dovessero segnalare un peggioramento delle condizioni.

La regione al momento sembra tenere, ma la forbice con la media nazionale si assottiglia e i segnali di una certa crescita del contagio cominciano a essere evidenti. Sono 314 i nuovi casi accertati dall'analisi di 3.905 tamponi: è risultato positivo l'8,04% dei campioni a fronte del 6 per cento dell'altro ieri.

Si registrano nove decessi: il bilancio delle vittime sale a 1.300. I più recenti sono un 59enne di San Giovanni Teatino, una 99enne di Ripa Teatina, una 71enne di Pescara, una 83enne di Montesilvano, una 83enne di Casalbordino, un 74enne di Ortona.

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Dei nuovi positivi il più giovane ha sei mesi e il più anziano 91 anni: una donna della provincia di Teramo e un bambino della provincia di Chieti. Quelli con meno di 19 anni sono 36: 5 in provincia dell'Aquila, 11 in provincia di Pescara, 15 in provincia di Chieti e 5 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi sono 37 in più, per un totale di 11.216: 468 pazienti (-10) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 40 (+2, al netto di dimissioni, decessi e 5 nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva, mentre gli altri 10.708 (+87) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. La località con più nuovi casi è San Salvo (22), seguita da L'Aquila e Pizzoferrato (entrambe con 17 contagi); 15 i nuovi casi a Montesilvano e 14 a Pescara. Dei 38.339 casi complessivi in Abruzzo, 11.582 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+56), 8.366 in provincia di Chieti (+142), 7.752 in provincia di Pescara (+60), 10.152 in provincia di Teramo (+48), 325 fuori regione (+7).

«Le limitazioni qualcosa hanno fatto dice Jacopo Vecchiet, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale di Chieti -, ma è chiaro che la situazione resta delicata e impone la massima attenzione attraverso il rispetto delle regole. Ci sono zone in cui qualche strappo alla regola è stato fatto e ne stiamo vedendo i risultati, persone che sono state ricoverate e che hanno raccontato di aver partecipato a conviviale. Stiamo entrando in zona critica: ci vogliono due settimane per far emergere le situazioni cliniche, alcuni pazienti hanno già evidenziato il contagio. I prossimi giorni saranno importanti».

Intanto prosegue la campagna vaccinale: ieri fino alle 18.30 sono stati somministrati altri 1.220 vaccini. Secondo i dati ministeriali l'Abruzzo è a quota 15.428 su 24.510 dosi fornite. Ieri, peraltro, sono arrivate le prime dosi del vaccino di Moderna, il secondo in Abruzzo, che si trasporta con maggiore facilità. Sono 1.300 le dosi consegnate da Poste Italiane. A mezzogiorno di ieri 400 dosi sono state stoccate nella farmacia ospedaliera. Nel dettaglio, nella Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila ieri sono state inoculate 540 dosi, nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti 387, nella Asl di Pescara 293. Le vaccinazioni hanno riguardato 435 maschi e 785 femmine.

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