«Io, alla gogna per 4 anni, non sono una finta cieca»

Domenica 10 Giugno 2018 di Gianluca Lettieri
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CHIETI «No, non sono una falsa cieca. E finalmente, dopo quattro anni alla gogna, l’indagine contro di me è stata archiviata». Lucia Orlando, 27 anni, dipendente dell’Agenzia delle entrate di Chieti, era accusata di essersi finta disabile per garantirsi l’indennità di accompagnamento. Ma lei non ci vede davvero: dopo una visita all’ospedale Umberto I di Roma, il consulente nominato dal giudice del lavoro ha concluso per la «totale cecità» della ragazza, affetta da distrofia corneale. «È la fine di un incubo giudiziario iniziato nel 2013 - racconta Lucia, assistita dall’avvocato Lorenzo Marcovecchio -. Ricordo ancora il giorno in cui ho saputo di essere indagata dalla tv: a me non era stato notificato nulla». Gli investigatori l’hanno dipinta come una scaltra truffatrice capace di intascare illecitamente oltre 62 mila euro. Dopo una denuncia anonima, i finanziari di Isernia l’hanno pedinata, fotografata e filmata ad Agnone, il paese dove vive, mentre andava alla processione del santo patrono «facendo a piedi da sola un tragitto di tre chilometri con salite, discese, dossi, transenne e marciapiedi», oppure mentre «percorreva e attraversava strade con passo sicuro e sostenuto». Qualche mese dopo è arrivata una comunicazione dall’Inps, che riconosceva Lucia non più come cieca totale ma parziale. La Procura di Isernia ha quindi chiesto il sequestro della casa della Orlando, dove per fortunata ha potuto continuare a vivere con la madre, anche lei cieca totale. Il colpo di scena c’è stato quando la ragazza ha fatto ricorso al tribunale del lavoro e la consulenza tecnica le ha riconosciuto la cecità totale. A quel punto è scattato il dissequestro della casa e la stessa Procura ha concluso per l’archiviazione.  © RIPRODUZIONE RISERVATA
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