Corruzione, le microspie trovate dall'impresa di pulizie. Il primario: «Voglio fare il bancomat»

Mercoledì 28 Ottobre 2020
Corruzione, le microspie trovate dall'impresa di pulizie. Il primario: «Tutti sanno che ho il telefono sotto controllo»

La frase è captata da una microspia piazzata nel suo studio e per il Gip è emblematica: «Perché io voglio cominciare a fare il bancomat» dice Di Giammarco opponendosi alla richiesta di acquisto da parte di una dottoressa del dispositivo Spectrum sostenendo che non ci sono i soldi. E all’obiezione che i soldi ci sono per i dispositivi che costano meno di 40mila euro, risponde: «Già sto cercando di impegnare i soldi per comprare i divaricatori per la chirurgia mini invasiva. Il problema è che se tu prendi queste cose qui, io rischio di rimanere senza soldi». E rivolto alla stessa persona: «Tu devi fare quell che ti so dett je!. Devi fare solo l’elenco delle cose che servono, che utilizzate in sala operatoria. I criteri li stabilisco io». Alla dottoressa, che risponde di non essere d’accordo ma «farò come dici tu» , Di Giammarco risponde seccamente: «Rimetti il mandato».


In un’altra intercettazione sull’auto, il primario, parla con la Capocasa: «Ma quindi tu pensi che io sia iscritto nel registro degli indagati?». E lei: «No, no, qui non c’è scritto niente». E ancora il primario: «Tutti nell’ospedale sanno che ho il telefono sotto controllo, che è venuta la Finanza». Qualche tempo dopo, il 10 ottobre 2019, è la Capocasa, dopo che la ditta delle pulizie scopre le microcamere, ad annunciare: «Teniamoci forte, quest’indagine c’è. L’accusa è corruzione e truffa». E Di Giammarco: «Ma poi nei confronti di chi?». E intanto a Cardiochirurgia anche le sole suture arrivavano a costare da 1.500 a 3.000 euro, mentre una valvola cardiaca Perceval viene pagata 12mila euro più Iva mentre il prezzo praticato in Italia è 6.145 euro. «Sconcertante», per il procuratore capo Testa, che non solo i materiali venivano acquistati ma venivano dissipati proditoriamente, con l’unico scopo di gonfiare il volume degli acquisti a vantaggio delle ditte: durante l’operazione per impiantare una valvola cardiaca ne venivano aperte due o tre con lo scopo di avere costi maggiorati a carico dell’Asl. Stessa cosa per un collante da migliaia di euro che veniva utilizzato «a shampoo».
Dice il colonnello Fiore: «L’indagine è circoscritta a condotte che riguardano un solo reparto di un intero ospedale. Ciò non deve inficiare l’enorme straordinario lavoro del personale medico e paramedico sta profondendo in questo periodo di grande pandemia, personale al quale la Finanza è e sarà sempre vicina».

Ultimo aggiornamento: 11:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA