Allarme influenza, bonus in busta paga
ai medici che fanno tanti vaccini

Lunedì 28 Ottobre 2013 di Federico Fabrizi
PERUGIA «Pronto signora, sono il dottore, passi in ambulatorio che le faccio il vaccino contro l’influenza... anche oggi pomeriggio».

Pronti, via: arriva il virus dell’americana. Anzi no, gli esperti dicono che il picco è atteso per fine gennaio. Ma con le punture è meglio cominciare prima. E' iniziato il lavoro di Asl e medici di famiglia. Loro dovranno mettersi sotto: la Regione li pagherĂ  solo se riusciranno a vaccinare dall’influenza la metĂ  dei mutuati appartenenti alle cosiddette “categorie a rischio”, in pratica gli over 65 o chi soffre di malattie particolari. Funziona così: sei euro per ogni vaccino, ma se il dottore di turno non arriva a vaccinare il 50 per cento dei "pazienti a rischio" tra i propri mututati non becca un centesimo.



L’obiettivo del Servizio sanitario regionale è arrivare a proteggere tre anziani su quattro, circa 200mila persone. A quanto pare, l’idea di convincere i camici bianchi attraverso una specie di bonus in busta paga funziona bene: l’Umbria detiene un piccolo record nazionale. Lo scorso anno - con tanto di caos tra le case farmaceutiche produttrici e un bel po’ di flaconi ritirati dal mercato - vennero messi a riparo dall’influenza quasi il 70 per cento degli umbri considerati a rischio.

(Per la versione integrale Il Messaggero in edicola o Il Messaggero digital: http://shop.ilmessaggero.it/). Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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