Berlusconi: «Non candido i miei figli
Dal 1948 gli italiani non sanno votare»

Sabato 22 Marzo 2014
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E' un Berlusconi a tutto campo quello che parla a Roma alla prima conferenza dei club Forza Silvio all'Auditorium Seraphicum. La vera notizia è che i suoi figli «non saranno in lista» alle Europee.

«Noi italiani, dal 1948 ad oggi, non abbiamo mai imparato a votare. Noi votiamo sempre in modo frazionato e troppe persone nel voto seguono simpatie personali. Ma gli italiani non pensano al bene del Paese, che è dato da due forze in campo che si alternano».

Gli elettori da conquistare «Gli ultimi sondaggi dicono che alle europee andrà a votare il 46-47% dei cittadini: un terzo dei voti va a noi e ai nostri alleati, un altro al Pd e ai comunisti e un altro a Grillo. Il 50% di chi non ha ancora deciso come lo convinciamo? Servono i social network ma anche il contatto diretto che può avvenire tramite i club». I delusi non si convincono, dice infatti Berlusconi, «con la tv, perchè chi è deluso non guarda le trasmissioni di approfondimento che infatti sono calate, Servizio Pubblico è sotto il 7%, e nemmeno con i Tg quando parlano di politica. Non li possiamo raggiungere con i giornali, perché il 90% è dall'altra parte e poi quelli del Pd non si convincono perché sono dei militanti. Dobbiamo convincere gli elettori dei Cinque Stelle che sono delusi e disgustati dalle persone che sono in Parlamento».

Il cavallo di battaglia «Quella della giustizia è la riforma delle riforme. Serve la riforma in senso democratico», l'unico modo per ottenerla, spiega il leader azzurro, è «vincere non alla grande, ma alla grandissima le prossime elezioni. Facile a dirsi vero? Ma vi ricordo che nel '94 ce la facemmo».

La costituzione Quali sono le riforme indispensabili? «La prima assoluta è un cambiamento dell'assetto istituzionale del Paese. L'assetto che i padri costituzionali decisero e che è ancora in vigore, è quello di un governo che non ha alcun potere, l'hanno fatto per non consentire che si ripetesse una dittatura. L'unico vero potere che il governo ha, è quello di scrivere l'ordine del giorno della successiva riunione del consiglio dei ministri». Poi un accenno a Renzi: «Può anche togliersi la giacca e stare in camicia quando tutti hanno la giacca, ma non ha potere... l'unico potere che ha il presidente del Consiglio è scrivere l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri».

La politica in Europa «non si fa ricevendo e facendo pacche sulle spalle e sorrisini», ma «facendo valere con decisione, tutte le volte che è necessario, il proprio diritto di veto durante i vertici con i capi di Stato e di governo».

Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 22:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA